Marco Bozzolo, 36 anni, castanicoltore di Viola, laureato in Economia e Commercio all’Università di Genova, con magistrale in Economia dell’Ambiente all’Università di Siena, già vicepresidente provinciale di Cia Cuneo e presidente regionale dell’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli del Piemonte, è il nuovo presidente provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo. Lo ha eletto all’unanimità l’Assemblea dei delegati dell’Organizzazione agricola riunita questa mattina, sabato 31 gennaio, al castello di Fossano per il rinnovo delle cariche direttive del prossimo quadriennio. Bozzolo sarà affiancato nel suo incarico dal vicepresidente vicario Marco Bellone, riconfermato nel segno dell’esperienza e della continuità istituzionale dell’Organizzazione, e da due giovani vicepresidenti, Giacomo Damonte e Diego Botta. Il presidente uscente, Claudio Conterno, il primo a complimentarsi con Bozzolo per l’elezione, a norma dello statuto associativo non poteva più essere candidato, avendo già svolto due mandati alla presidenza provinciale. Confermato, invece, da parte del nuovo Consiglio direttivo, il direttore provinciale Igor Varrone, la cui nomina andrà ora ratificata dalle sedi Cia regionale e nazionale. Nel ricevere il testimone della presidenza, Bozzolo ha espresso parole di riconoscenza per Claudio Conterno e per tutti i responsabili che in questi anni si sono messi a servizio dell’Organizzazione, guidandone la crescita strutturale e professionale. "Gli ultimi anni – ha detto Bozzolo, entrando nel merito dell’analisi del comparto agricolo - ci hanno messo di fronte a crisi che hanno smascherato tutte le fragilità del sistema: la pandemia, la guerra in Ucraina, l’esplosione dei costi energetici e delle materie prime, il cambiamento climatico. Tutto questo ha dimostrato una verità semplice: senza agricoltura non c’è sicurezza, non c’è economia, non c’è coesione sociale". Tra le priorità del suo programma sindacale, Bozzolo ha dichiarato: "Dobbiamo essere aperti a un dialogo più maturo e costruttivo con l’agroindustria, al fine di generare un circuito virtuoso che collabori realmente alla crescita del settore primario. Oggi, per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di prodotti alimentari, meno di 15 centesimi arrivano in media a remunerare il prodotto agricolo. Il resto del valore viene assorbito dall’industria di trasformazione e, soprattutto, dalla distribuzione commerciale. È evidente che un sistema di questo tipo non è sostenibile nel lungo periodo: il valore deve essere distribuito in modo più equo, altrimenti il modello è destinato a collassare". Un discorso che ha ripreso alcuni dei principali temi affrontati nell’intervento precedente dal presidente uscente Conterno, che aveva parlato di giusto prezzo dei prodotti agricoli, Mercosur, reciprocità delle regole internazionali, Made in Italy e modello Cia per l’Unione europea. Nella parte dell’assemblea aperta al pubblico, si è svolta la tavola rotonda “Dalle aree interne all’Europa: costruire il futuro dell’agricoltura in provincia di Cuneo”, alla quale hanno preso parte l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni, il direttore nazionale di Cia Agricoltori italiani Maurizio Scaccia, il vicepresidente nazionale Giammichele Passarini, il presidente regionale di Cia Piemonte Gabriele Carenini e lo stesso neo eletto presidente provinciale di Cia Cuneo, Marco Bozzolo. Presenti all’incontro come rappresentanza istituzionale, il sindaco di Fossano Dario Tallone, il senatore Giorgio Bergesio, il consigliere regionale Claudio Sacchetto e il presidente della Camera di commercio di Cuneo, Luca Crosetto. La provincia di Cuneo, con il 90 per cento dei suoi Comuni sotto i cinquemila abitanti, la metà dei quali addirittura sotto i mille abitanti, in maggioranza agricoltori, vive in pieno la dimensione dell’area interna come handicap territoriale, ma anche come dimostrazione tangibile dell’importanza dell’agricoltura per il presidio delle montagne e delle aree marginali. Un modello, quello di Cuneo, virtuoso, ma difficilmente replicabile in altre parti d’Italia. Ragione per cui, è stato detto nelle conclusioni del dibattito, va considerata l’azione che da sempre contraddistingue Cia Agricoltori italiani ai tavoli della politica nazionale ed europea per rappresentare l’assoluta necessità di mettere in campo non solo singole misure, ma una vera e propria strategia di attenzione verso l’agricoltura delle aree interne, come occasione imperdibile di conservazione e sviluppo del territorio, altrimenti destinato all’abbandono e al degrado ambientale, economico e sociale.