MONDOVÌ - A Mondovì prende forma il progetto di controllo di vicinato

Con il rinnovo del protocollo tra Comune e Prefettura, i residenti diventano sentinelle attive del territorio, in sinergia con polizia locale e forze dell’ordine

Immagine tratta dal servizio TGR Piemonte

Alessandro Nidi 26/01/2026 11:42

A Mondovì prende sempre più forma il progetto di controllo di vicinato, una forma di sicurezza partecipata che mette in rete cittadini, polizia locale e istituzioni per monitorare il territorio e prevenire reati. Nato da un protocollo d’intesa tra il Comune e la Prefettura di Cuneo, il progetto verrà nuovamente sottoscritto nei prossimi giorni per consolidare un’esperienza ritenuta virtuosa tanto dagli enti, quanto dai residenti. Nel servizio andato in onda domenica 25 gennaio, la TGR Piemonte ha raccolto le testimonianze di chi vive e lavora ogni giorno nel territorio, mostrando come la collaborazione tra amministrazione, forze dell’ordine e cittadini possa tradursi in risultati concreti per la sicurezza urbana. “Quando vediamo delle macchine sospette o personaggi sospetti, ci avvisiamo e poi avvertiamo le forze dell’ordine che intervengono”, racconta il signor Domenico Rovea, residente presso il quartiere Piazza a Mondovì, spiegando il senso profondo dell’iniziativa e l’impegno diretto degli abitanti nel segnalare situazioni anomale. Oltre alla testimonianza di Domenico, il reportage ha incluso interviste a figure chiave della comunità monregalese, quali Domenica Chionetti (comandante della polizia locale del Comune di Mondovì), Maurizio Ippoliti (rappresentante dell’amministrazione comunale) e Bernardo Clerico (capo cantone della frazione Pascomonti). Attraverso le loro dichiarazioni, gli intervistati hanno sottolineato come il controllo di vicinato non sia un’alternativa alle forze dell’ordine, ma un complemento basato sulla collaborazione e sulla segnalazione di movimenti sospetti o persone non familiari nei quartieri. Questo approccio non consente interventi diretti dei cittadini, ma rafforza la capacità di reazione della polizia grazie a informazioni tempestive e qualificate. Il progetto si distingue, inoltre, da altre forme di vigilanza non regolamentate (come le ronde), che in passato erano state vietate dalle autorità perché potenzialmente pericolose per l’incolumità della cittadinanza. Dove è attivo il controllo di vicinato, osservano amministratori e forze dell’ordine, si registra sia una riduzione dei reati sia una percezione di maggiore sicurezza da parte degli abitanti. Con la firma del nuovo protocollo nei prossimi giorni, il Comune di Mondovì conferma l’impegno a favorire uno stretto rapporto operativo con i cittadini e le istituzioni per promuovere una città più sicura, un quartiere alla volta.