BASTIA MONDOVÌ - Bastia Mondovì intitola una piazza a chi vegliò sul paese

Lo spazio davanti alle scuole porterà il nome di Massimo Bertolino, il vigile che nell'alluvione del 1994 intuì il pericolo del Tanaro

Alessandro Nidi 27/02/2026 18:52

Ci sono luoghi che raccontano una comunità più di tante parole. A Bastia Mondovì la piazza davanti alle scuole è uno di questi: ogni mattina accoglie bambini e genitori, nel pomeriggio diventa punto di ritrovo, durante l’anno ospita incontri e momenti condivisi. D’ora in avanti porterà il nome di Massimo Bertolino, figura storica del municipio, scomparso nel 2015, al quale l’amministrazione ha deciso di dedicare questo spazio centrale della vita cittadina. La scelta è stata formalizzata con una delibera approvata il 26 febbraio da sindaco, vicesindaco, assessori e consiglieri comunali, al termine di un intervento di riqualificazione che ha ridisegnato l’area: nuova pavimentazione, tre alberi appena piantati, spazi verdi riorganizzati e un’area gioco con fondo antitrauma per garantire maggiore sicurezza ai più piccoli. Un investimento di circa 100mila euro che restituisce al paese una piazza più funzionale e accogliente, ora anche carica di significato simbolico. Classe 1952, vigile urbano e per anni impiegato dell’anagrafe, Bertolino è stato per decenni un punto fermo del Comune. Non solo per il ruolo ricoperto, ma per il modo in cui lo interpretava: presenza costante, disponibilità senza orari, attenzione concreta ai bisogni quotidiani delle persone. Chiunque avesse una richiesta sapeva di poter contare su di lui. Il suo nome è legato in modo particolare ai giorni drammatici dell’alluvione del novembre 1994, quando il Tanaro iniziò a minacciare il territorio. In quelle ore concitate fu tra i primi a comprendere che la situazione stava precipitando e a segnalare il pericolo imminente. Mentre l’emergenza travolgeva il Piemonte, a Bastia Mondovì rappresentò un riferimento saldo, contribuendo ad attivare tempestivamente le misure necessarie. Ma ridurre la sua figura al solo episodio dell’alluvione sarebbe limitante. Bertolino era parte integrante del tessuto sociale del paese: seguiva con entusiasmo la vita scolastica, si intratteneva volentieri con i bambini, partecipava alle iniziative pubbliche. Profondamente legato ai valori della Resistenza e al Sacrario partigiano di San Bernardo, custodiva con commozione la memoria dei giovani caduti nelle Langhe durante la Seconda guerra mondiale. Appassionato di calcio, tifoso juventino e sostenitore della squadra locale, era presenza abituale anche al campo sportivo. Un uomo che viveva il paese in ogni sua dimensione, dal lavoro alle relazioni personali. Nelle motivazioni dell’intitolazione si parla di “umanità e spirito di servizio”: parole che sintetizzano una carriera spesa al servizio del bene comune. Intitolargli la piazza delle scuole significa affidare il suo ricordo alle nuove generazioni, legando il suo nome a uno spazio di crescita, incontro e futuro. Così, tra le voci dei bambini e il via vai quotidiano, continuerà a vivere la memoria di chi, con discrezione e responsabilità, ha saputo esserci sempre.