Riceviamo e pubblichiamo. In riferimento all'articolo da voi pubblicato a questo link, da genitore e da residente in Clavesana, che é ormai diventata la mia casa da più di tre anni, non posso esimermi dall'esprimere un complimento alle intenzioni dell'amministrazione, che, come sottolineato, dimostra attenzione particolare nei confronti dei propri abitanti più fragili. E chi potrebbe non plaudire alla decisione di "offrire un sostegno concreto alle famiglie che affrontano quotidianamente le sfide legate all’educazione e alla cura dei bambini con bisogni speciali"? Ma: perché c'é un "ma"! Infatti, se ad una analisi superficiale il provvedimento pare autenticamente incentrato ad assolvere uno dei principali doveri di una amministrazione comunale, cioé: l'attuare "politiche di inclusione" a favore del "benessere dei più giovani", posto che chiunque conosca il mondo del pubblico sa quanto la forma corrisponda alla sostanza, specie negli atti amministrativi, il provvedimento in questione - come da voi giustamente citata: la delibera di giunta numero 29 del 28 marzo - si basa peró su premesse, normative nazionali e conclusioni, completamente e pericolosamente incoerenti rispetto alle nobili finalità su citate... Tutto sbagliato, tutto da rifare! Come si può, infatti, pensare di redigere, discutere e votare all'unanimità in giunta (assessori: Bruno Terreno, Livio Ballauri, Simona Bracco) una delibera che destina ai bisogni speciali dei bambini delle scuole elementari, risorse assegnate all'ente attraverso un decreto ministeriale che le vincola invece per il potenziamento dei servizi per la prima infanzia, fino ai 36 mesi di età? Ma diró di piú: come é possibile che i pareri obbligatori dei responsabili del servizio amministrativo/sociale e del servizio finanziario siano stati espressi positivamente con tale "leggerezza"? E come può non esserci stato un dubbio, una riflessione, uno stop da parte della segreteria generale? Per capirci: il Decreto del Ministro dell’Interno 24 marzo 2025, che assegna al Comune circa 15.000 euro dei totali 300 milioni per l'anno 2025, li definisce come parte del Fondo speciale per l’Equità del Livello dei Servizi (FELS), finalizzato ESCLUSIVAMENTE, e senza possibilità di deroga, all’incremento del numero dei posti nei servizi educativi per l’infanzia (asili nido e servizi assimilati), ai sensi dell’art. 1, comma 496, lett. b), della Legge 30 dicembre 2023, n. 213. Tale finanziamento è dunque espressamente e fermamente vincolato al raggiungimento degli obiettivi per l’implementazione di tale supporto, al fine di garantire per legge su tutto il territorio nazionale il livello minimo essenziale di copertura del 33% della popolazione target. Tali risorse sono peraltro, ovviamente, sottoposte a obbligatoria e specifica rendicontazione da parte dei Comuni che le ricevono. Provando a semplificare, per chi non mastica la materia amministrativa, e a chiamare l'operazione con i propri "nome" e "cognome": l'utilizzo non conforme di risorse statali vincolate potrebbe ipoteticamente integrare, agli eventuali estremi di violazione della specifica legge, un possibile sviamento di potere, una potenziale distrazione di fondi pubblici, con ipotetico danno erariale a carico dell'ente e dei responsabili. A chiusura di questa mia articolata riflessione, che spero possa arricchire la discussione pubblica sul tema, aggiungo due ulteriori, e tutt’altro che marginali, dubbi. Per prima cosa: essendo la delibera - ed il relativo avviso - tuttora (al momento della redazione della presente lettera) vigenti, in quanto non risultano essere stati nè revocati, nè annullati – procedimento peraltro eccezionale e che può essere fatto solamente approvando atti di pari gerarchia corposamente motivati - ,che cosa accadrà alle famiglie che eventualmente si sono candidate, o si candideranno prima della scadenza del 20 aprile, per ricevere i contributi? E secondariamente: perché le risorse, formalmente vincolate alle finalità di legge – servizi per la prima infanzia - non sono state utilizzate a tale scopo nei tempi in cui veniva richiesto dalla norma. E qui chiudo, perplesso e un po’ deluso, per la inesplicabile leggerezza con la quale, a volte, certe amministrazioni operano… non senza aver allegato alla presente il testo integrale della delibera citata nel vostro articolo... Fabrizio Biolé