MONDOVÌ - Funicolare di Mondovì: fissata la data dello stop, ma si lavora alla proroga per evitare il buio

Il sindaco Luca Robaldo fa il punto sulla revisione ventennale: senza il via libera di ANSFISA, l'impianto chiuderà il 30 ottobre 2026

Alessandro Nidi 30/04/2026 08:00

Il destino della funicolare di Mondovì ha ora una scadenza precisa sul calendario: il 30 ottobre 2026. In quella data, infatti, scadranno i termini per la revisione ventennale obbligatoria, un passaggio tecnico cruciale che, in assenza di interventi o deroghe, comporterebbe lo spegnimento automatico dei motori del collegamento tra Breo e Piazza.  Il sindaco, Luca Robaldo, è intervenuto su Facebook con estrema chiarezza sul tema, confermando che l'amministrazione comunale è impegnata in una complessa trattativa con l'ANSFISA, l’Autorità Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali, per ottenere una proroga che consenta di posticipare l'intervento e mantenere attivo il servizio. Le possibilità che tale richiesta venga accettata non sono nulle, ma poggiano su requisiti tecnici molto rigidi che il Comune sta analizzando con minuzia. Il primo cittadino ha sottolineato come la strategia si basi sullo studio di casistiche simili già approvate in altri contesti italiani, dove l'esperienza dei tecnici incaricati e di chi gestisce l'impianto ha permesso di trovare un punto d'incontro con le autorità preposte.  Tuttavia, il rinvio non sarà un atto dovuto: per ottenerlo, il Comune dovrà dimostrare la perfetta esecuzione di tutte le revisioni intermedie precedenti e, soprattutto, dovrà mettere in cantiere alcuni lavori specifici già nei prossimi mesi, necessari proprio a garantire la sicurezza durante l'eventuale periodo di estensione. L’obiettivo di questa corsa contro il tempo non è solo tecnico, ma soprattutto economico. La proroga servirebbe infatti come "ossigeno" necessario per reperire le risorse finanziarie per la revisione straordinaria, i cui costi per il settore pubblico sono oggi definiti esagerati. Robaldo ha lanciato un monito ricordando come altri Comuni, messi alle strette dai rincari e dai vincoli normativi, siano stati costretti a chiudere impianti analoghi. A Mondovì la volontà politica è quella di percorrere ogni strada possibile per scongiurare questo scenario, puntando tutto su una interlocuzione tecnica serrata che possa spostare in avanti la data del 30 ottobre e salvare il simbolo della città.