Resta alta l'attenzione sulla gestione e sullo stato di criticità della raccolta dei rifiuti a Ormea. A seguito dell'articolo pubblicato sulle nostre colonne, incentrato proprio sull'emergenza rifiuti che sta interessando il territorio comunale, il gruppo Azione Val Tanaro e Cebano ha deciso di intervenire pubblicamente per dare forza e autorevolezza alle richieste della comunità. Il sodalizio ha infatti preso una posizione netta, formalizzando un invito stringente e rigoroso ai vertici operativi e amministrativi competenti. L'iniziativa del gruppo si muove con il preciso e primario obiettivo di garantire la massima tutela della salute pubblica, salvaguardando il benessere di tutti i residenti e, in particolar modo, fornendo pieno supporto ai propri tesserati che vivono e risiedono nel Comune di Ormea, i quali si trovano a fare i conti con i disagi derivanti da questa situazione. Attraverso la nota ufficiale diffusa dal movimento, i rappresentanti si rivolgono direttamente alle figure di riferimento per la gestione del servizio e del territorio: "Con la presente, a tutela dei cittadini e dei nostri tesserati di Ormea, invitiamo e sollecitiamo rispettosamente il presidente di ACEM, Andrea Ferro, e il sindaco, Giorgio Ferraris, a provvedere per le proprie competenze, a eliminare tale precaria condizione igienica e sanitaria". Un aspetto centrale rimarcato con forza dal gruppo Azione Val Tanaro e Cebano riguarda la tempistica e la reiterazione del problema. I rappresentanti del sodalizio ci tengono infatti a precisare che non si tratta affatto di una problematica inedita o emersa improvvisamente negli ultimi giorni. Al contrario, viene evidenziato come il problema fosse già stato precedentemente e formalmente portato a conoscenza di tutti gli organi preposti al controllo e alla gestione, senza che tuttavia si sia giunti a una risoluzione definitiva. L'auspicio e l'obiettivo di questo sollecito formale restano dunque legati a un immediato e risolutivo intervento da parte delle autorità e dell'azienda competenti, ciascuno per i propri ambiti di responsabilità, affinché si ponga fine al più presto a una condizione definita precaria e non più sostenibile per la cittadinanza.