MONDOVÌ - Malati e ultrasessantenni, rischiano di rimanere senza casa: "Chiediamo un lavoro, non privilegi"

Da Mondovì la storia di Marcello e Alessandra: "In pochi anni passati dall'essere imprenditori autonomi a invisibili sociali, pur non avendo commesso alcun illecito"

Redazione 25/03/2026 08:39

Sessantaquattro anni lui, sessanta lei. Lui diabetico, lei con una cardiopatia residua in seguito a un infarto. Tra poche settimane rischiano di rimanere senza un tetto sopra la testa, a causa di un avviso di sfratto per morosità che scatterà il prossimo 7 aprile. La storia arriva da Mondovì, dove abitano Marcello e Alessandra, marito e moglie, che lanciano un appello rivolto alle istituzioni e a chiunque possa tendere loro una mano. “Non abbiamo dove andare. Non abbiamo risorse economiche. Ci curiamo in modo insufficiente perché non possiamo permettercelo”, spiegano alla nostra redazione: “In queste condizioni di salute, ci troviamo nell’umiliante situazione di dover cercare un impiego che nessun datore di lavoro ci offre a causa dell’età e conseguentemente non poter offrire garanzie”. Una storia faticosa, una vicenda in cui le prime difficoltà arrivano nel 2018: “Nel 2018 abbiamo investito i risparmi di una vita e l'eredità dei nostri genitori per aprire un bar-tavola calda in un paese vicino a Carmagnola. Sei mesi dopo l'apertura è arrivato il Covid-19”. Marcello e Alessandra parlano anche di un “sistematico boicottaggio da parte della comunità locale, che non ci ha mai accettati in quanto ‘forestieri’”: “Nonostante le ottime recensioni dei clienti di passaggio, l'attività non è sopravvissuta”. Le conseguenze sono state devastanti: i coniugi hanno perso la casa di proprietà, le automobili, e infine ceduto il locale a prezzo irrisorio. “Oggi viviamo in affitto con le ultime risorse rimaste, risorse che sono finite”. Marcello e Alessandra, che hanno fornito alla nostra redazione la documentazione a dimostrazione della loro situazione, hanno tentato diverse vie. “Abbiamo presentato domanda ai Servizi Sociali del Comune di Mondovì, ma non rientriamo nell'emergenza abitativa perché non abbiamo minori o invalidi conviventi. Abbiamo chiesto aiuto alla Caritas di Mondovì, ma non abbiamo ricevuto nessuna assistenza concreta. Anche con il Patronato Acli nessun risultato. Abbiamo inviato curriculum quotidianamente al Centro per l'Impiego e ad agenzie interinali, ma c’è stato il silenzio totale. A 64 e 60 anni nessun datore di lavoro ci risponde”. I coniugi hanno portato la loro storia anche sul tavolo del Prefetto Mariano Savastano, che ha interessato il sindaco di Mondovì Luca Robaldo, a sua volta contattato da Marcello e Alessandra: “Ci è stato risposto che non ci sono alloggi disponibili in quanto i bandi per l’edilizia popolare per il 2026 sono già esauriti, ci è stato suggerito di monitorare il sito del Comune”. “Il 7 aprile 2026 un atto di precetto ci impone di lasciare l'abitazione. - spiegano i coniugi - Non abbiamo una soluzione alternativa. Non abbiamo famiglia in grado di ospitarci. Non abbiamo reddito. Rischiamo concretamente di trovarci in strada, malati, senza cure e senza un tetto. Non chiediamo assistenzialismo, non chiediamo privilegi. Abbiamo lavorato onestamente per tutta la vita. Chiediamo solo quello che la Costituzione italiana garantisce a ogni cittadino: dignità, un tetto, la possibilità di lavorare. La nostra storia dimostra come sia possibile passare, in pochi anni, dall'essere imprenditori autonomi a invisibili sociali, pur non avendo commesso alcun illecito”. Chiunque abbia la possibilità di fornire un aiuto a Marcello e Alessandra, può rivolgersi alla nostra redazione, che provvederà a favorire i contatti.