MONDOVÌ - Mondovì, Robaldo porta l'ospedale in Consiglio: "Direzione Generale troppo distante"

Sarà la sessione pubblica del 29 aprile il primo momento di confronto: "Serve vicinanza concreta, raggiunto un importante livello di allarme. Cittadini trattati quasi da rompiscatole"

Alessandro Nidi 27/04/2026 10:26

Coinciderà con la seduta di mercoledì 29 aprile il preciso istante in cui il sindaco di Mondovì, Luca Robaldo, riferirà ufficialmente al Consiglio comunale sulla situazione dell’ospedale “Regina Montis Regalis”. Un passaggio che il primo cittadino definisce “necessario”, non solo per aggiornare l’assemblea cittadina, ma anche per delineare le azioni che i sindaci del Distretto sanitario Cebano-Monregalese intendono mettere in campo. “Credo che la seduta di mercoledì sia il momento giusto per informare il Consiglio Comunale di quanto sta avvenendo nel nostro ospedale – dichiara Robaldo –. Sarà anche l’occasione per evidenziare quanto verrà messo in campo dai sindaci del territorio”. Il primo cittadino rivendica con fermezza il ruolo degli enti locali nella gestione delle tematiche sanitarie, sottolineando come, nonostante le competenze formali, i Comuni continueranno a far sentire la propria voce sia sulla sanità ospedaliera sia su quella territoriale. “Non è ulteriormente tollerabile la distanza che questa Direzione Generale ha voluto interporre con le comunità – afferma –, quasi che cittadini e amministratori fossero considerati solo dei rompiscatole”. Parole dure, che riflettono un livello di preoccupazione ormai elevato tra gli amministratori locali. Proprio per questo, Robaldo auspica che il tema possa diventare terreno di collaborazione trasversale tra tutte le forze politiche. “I gruppi consiliari potranno farsi un’idea del livello di allarme cui siamo giunti. Il mio auspicio è che su questo tema si lavori insieme, senza distinzione di appartenenza”. Nel frattempo, il sindaco si dice disponibile ad accogliere la richiesta di confronto avanzata da Forza Italia per bocca del portavoce Giampiero Caramello, auspicando un incontro con tutte le componenti politiche del territorio. Un segnale di apertura, che punta a costruire una posizione condivisa in difesa dell’ospedale e dei servizi sanitari locali. Al centro, resta la necessità – ribadita con forza – che medici, operatori e personale del “Regina Montis Regalis” percepiscano il sostegno concreto della comunità monregalese, in un frangente considerato estremamente cruciale per il futuro della sanità del territorio.