CEVA - "Opacità contabile o debiti storici?". Scontro Ingaria-Bezzone sui conti dell'Unione Montana

Botta e risposta tra il sindaco di Priero e l'ex presidente dell’ente: "Residui fuori controllo". "Narrazione distorta e responsabilità note da anni", la replica

Alessandro Nidi 14/04/2026 07:40

È un confronto serrato, articolato e ricco di elementi tecnici quello che si è sviluppato, a mezzo stampa e tramite comunicazioni ufficiali, tra il sindaco di Priero, Alessandro Ingaria, e il consigliere dell’Unione Montana di Ceva ed ex presidente dell’ente, Vincenzo Bezzone. Al centro del dibattito vi è la gestione dei rapporti contabili tra il Comune e l’Unione, con letture profondamente divergenti. Il sindaco Ingaria, riprendendo quanto già esposto in sede istituzionale durante il Consiglio comunale del 27 novembre 2025, parla di “un periodo di grave opacità contabile” che avrebbe interessato l’Unione Montana di Ceva a partire da maggio 2022. Secondo quanto riportato, in tale fase “i crediti da incassare sono aumentati in maniera esponenziale”, a fronte di una mancata richiesta di rimborso verso i Comuni associati e, più in generale, verso i creditori. Una situazione che, sempre secondo Ingaria, si sarebbe aggravata nella prima metà del 2024, quando l’ente “non riusciva ad approvare il bilancio di previsione ed il rendiconto di gestione alle scadenze di legge”, anche a causa del mancato parere del revisore dei conti. Proprio in questo contesto il Comune di Priero avrebbe effettuato ripetuti accessi agli atti amministrativi e finanziari, riscontrando “un totale dei residui attivi alla data del 31.12.2024 pari a 4.445.096,43 euro”. Non solo: il primo cittadino evidenzia come “numerose partite presentassero diciture generiche o la mancata identificazione del soggetto debitore”, citando esempi quali la voce “Comuni vari” o, in alcuni casi, l’assenza totale dell’indicazione del debitore. Ingaria sottolinea quindi come, a seguito dell’insediamento della nuova Giunta dell’Unione – della quale fa parte anche il Comune di Priero – si sia intervenuti sulla questione attraverso il riaccertamento dei residui, l’allineamento con i dati dei Comuni e l’eliminazione delle partite inesistenti. Operazioni che avrebbero portato, al 20 novembre 2025, a una riduzione dei residui attivi a 1.389.108,93 euro, rispetto ai oltre 4,4 milioni iniziali, con una riscossione pari al 68% nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 20 novembre 2025. Per quanto riguarda Priero, viene precisato che “i dati dei rispettivi bilanci risultano perfettamente allineati”. Nel suo intervento, il primo cittadino entra poi nel merito di alcune affermazioni circolate sulla stampa, evidenziando quelli che definisce “palesi errori nella descrizione dei fatti”. In particolare, rispetto alla cifra complessiva di 62.011 euro di debito, Ingaria precisa che “la somma di 21mila euro non è stata pagata d’urgenza nel 2025”, ma è stata stanziata ed è tuttora iscritta nel bilancio di competenza 2026, con impegni finalizzati al saldo entro settembre dello stesso anno, secondo accordi con l’Unione Montana. Analogamente, la somma di 35.352,40 euro viene indicata come “già presente nei residui”, risultante dai rendiconti fino al 2024, e non oggetto di una regolarizzazione successiva, come invece sostenuto. “L’amministrazione non ha infine regolarizzato – precisa Ingaria – perché tali somme erano già presenti come residui passivi dal 2020”. In merito al principio di prudenza contabile, il sindaco ribadisce che “le somme sono state sempre conservate nell’avanzo e applicate nel momento in cui, in contraddittorio con la nuova Giunta dell’Unione, il Comune ha verificato l’effettiva sussistenza delle richieste”. Un passaggio che risponde alle critiche secondo cui l’ente avrebbe mostrato un avanzo libero superiore alla reale disponibilità. Un ulteriore elemento evidenziato riguarda la tempistica della fatturazione: “L’Unione Montana ha provveduto all’emissione delle fatture relative ai propri crediti soltanto nel 2025”, circostanza che – secondo Ingaria – avrebbe impedito al Comune di procedere ai pagamenti in precedenza. Infine, il primo cittadino respinge anche le accuse relative ai cosiddetti “lavori elettorali”, richiamando la relazione di fine mandato trasmessa al revisore dei conti e alla Corte dei conti nel marzo 2026. Nel documento si dà conto di 21 interventi tra il 2020 e il 2026, per un importo complessivo di 1.596.655,18 euro, finanziati prevalentemente con fondi esterni, e di una riduzione delle spese correnti superiore a 70mila euro annui. Diametralmente opposta la posizione di Vincenzo Bezzone, che si dice “stupito” dalla ricostruzione fornita dall’amministrazione comunale di Priero, definendola “non solo parziale, ma anche difforme rispetto ai fatti documentati”. L’ex presidente dell’Unione Montana richiama innanzitutto il ruolo ricoperto dallo stesso Ingaria all’interno dell’ente, in qualità di vicepresidente dal 2015 al 2019, sottolineando come ciò comportasse “piena conoscenza della situazione finanziaria, inclusi i rapporti economici con il Comune da lui amministrato”. Bezzone entra quindi nel merito della questione del mutuo contratto per la realizzazione di un collettore fognario, che coinvolgeva anche il Comune di Priero insieme ad altri enti della valle Cevetta. “Il mutuo, intestato all’Unione Montana, prevedeva un preciso accordo: i Comuni beneficiari avrebbero dovuto contribuire annualmente al rimborso delle rate”, ricorda. Secondo quanto affermato dal consigliere, “dalla documentazione contabile emerge che, a partire dal 2016 e per diversi anni, il Comune di Priero non ha versato le quote di propria spettanza”, determinando nel tempo “l’accumulo di un debito rilevante”. Alla luce di questi elementi, Bezzone giudica “quantomeno singolare” che oggi si faccia riferimento a presunte carenze informative o disallineamenti contabili per giustificare la situazione. E mette in guardia da una narrazione che, a suo dire, rischia di “alimentare confusione su vicende che meriterebbero invece trasparenza e assunzione di responsabilità”. “I cittadini – conclude – hanno diritto a una rappresentazione completa e veritiera dei fatti, non a narrazioni costruite a posteriori”.