CLAVESANA - Peste suina africana, il sindaco di Clavesana lancia l'appello: "Segnalate le carcasse all'Asl"

Un avviso online dal primo cittadino dopo il ritrovamento della carcassa infetta a Cravanzana. Massima attenzione e segnalazioni tempestive per fermare il contagio

PSA, l'appello del sindaco di Clavesana

Alessandro Nidi 18/06/2026 07:50

L'ombra della peste suina africana (PSA) torna a spaventare le colline delle Langhe. Attraverso un avviso ufficiale firmato dal sindaco, Bruno Terreno, il Comune di Clavesana ha lanciato un appello alla massima allerta e alla collaborazione di tutta la cittadinanza, a seguito di un recente ritrovamento effettuato nel territorio della vicina Langa e segnalato dall'Ambito Territoriale di Caccia (A.T.C. CN5) di Cortemilia. Com’è noto, infatti, nel Comune di Cravanzana è stata rinvenuta la carcassa di un cinghiale che, sottoposta alle analisi di rito, è risultata positiva al virus della peste suina africana. Anche se la malattia non rappresenta un pericolo per la salute umana e non è trasmissibile all'uomo, l'alto tasso di contagiosità e mortalità tra i suidi (maiali domestici e cinghiali) rischia di assestare un colpo durissimo al comparto zootecnico e all'intera filiera agroalimentare ed economica del territorio cuneese. Proprio per evitare l'estendersi dell'epidemia e per mappare tempestivamente i focolai, l'amministrazione comunale di Clavesana ha voluto ribadire le linee guida fondamentali da seguire in questi casi. PSA, quali sono le linee guida da seguire Diventa di vitale importanza che chiunque – dai cacciatori agli escursionisti, dagli agricoltori ai semplici automobilisti – si imbatta in una carcassa di cinghiale ne denunci immediatamente la presenza. La segnalazione, come evidenziato dal primo cittadino, deve essere inoltrata senza indugio al servizio veterinario dell'Asl competente per territorio. L'obbligo di comunicazione riguarda qualsiasi tipo di ritrovamento: dai cinghiali deceduti a causa di incidenti stradali o feriti, fino alle carcasse rinvenute nei boschi, anche qualora si trovino in avanzato stato di decomposizione o siano state parzialmente predate da altri animali. Solo attraverso una rete capillare di sorveglianza e interventi rapidi sarà possibile contenere l'avanzata del virus e proteggere il patrimonio zootecnico locale.