PIOZZO - Piozzo, bufera sulle installazioni del 25 aprile: il sindaco chiarisce e rimuove le immagini

Sergio Lasagna difende l'intento commemorativo e l'associazione "Volontari per l'Arte" interviene: "Cancellate solo per amore di pace"

Alessandro Nidi 29/04/2026 14:32

Il Comune di Piozzo è finito al centro di un'accesa polemica a seguito delle installazioni celebrative allestite per le commemorazioni del 25 aprile. Le opere, che intendevano ripercorrere la storia del paese attraverso i volti, hanno sollevato un polverone per la scelta di affiancare ai ritratti dei soldati piozzesi anche le effigi di Benito Mussolini e del re d'Italia.  Una decisione che ha scatenato reazioni immediate, spingendo l'amministrazione a intervenire per spiegare la genesi del progetto e frenare le contestazioni. Il sindaco, Sergio Lasagna, ha voluto precisare che l'iniziativa non aveva alcuna finalità politica o di apologia, ma nasceva esclusivamente da una volontà di memoria storica legata al territorio. L'intenzione dichiarata dal primo cittadino era quella di “ricordare i piozzesi che, come soldati, sono dovuti partire per il fronte, rendendo omaggio al loro sacrificio umano. L'idea progettuale era stata proposta dall'associazione Volontari per l'Arte e condivisa dal Comune proprio in quest'ottica di rievocazione documentale”. Secondo quanto dichiarato dall'amministrazione, non vi era “alcuna cattiva intenzione alla base della proposta avanzata dall'associazione, ma si trattava di un tentativo di contestualizzare il periodo storico vissuto dalla comunità locale”.  A rendere ancora più teso il clima è stata la presa di posizione dell'Anpi sulle targhe dell'iniziativa, che ha portato a un intervento diretto da parte dell’associazione. Felicina Priola, esponente dei “Volontari per l'Arte”, ha spiegato di aver provveduto personalmente a oscurare le figure della discordia per porre fine a quelle che ha definito “polemiche assurde”. Con un pennarello indelebile, le immagini di Mussolini e del sovrano sono state rimosse dalle installazioni, un gesto che Priola ha commentato con amarezza, affermando di aver deciso di “cancellare la storia, ma solo per amore di pace”. Nonostante il rammarico dei promotori per la piega assunta dal dibattito, il Comune ha avallato la rimozione delle figure controverse per riportare la serenità nel paese. Il sindaco ha ribadito che il rispetto per il significato profondo della Liberazione resta il punto fermo dell'agire amministrativo e che la cancellazione delle effigi è stata una scelta tesa a evitare ulteriori fraintendimenti e a garantire unità intorno al ricordo dei Caduti.