GARESSIO - Val Tanaro, scure sul 118: da oggi il medico a Garessio sparisce nei festivi e nel weekend

Il grido d'allarme di Laura Canavese, sindaca di Priola: "Decisione calata dall'alto senza consultare i primi cittadini. Un taglio pericoloso per la sicurezza del territorio"

Alessandro Nidi 01/05/2026 12:13

Una riorganizzazione improvvisa e, per i primi cittadini della zona, inaccettabile. Da oggi, 1° maggio, il servizio di emergenza 118 di Garessio subisce un drastico ridimensionamento: la figura del medico non sarà più presente durante i fine settimana e i giorni festivi.  La denuncia arriva con forza da Laura Canavese, sindaca di Priola, che punta il dito contro una gestione della sanità territoriale priva di confronto: “Nessun sindaco è stato né consultato, né avvisato”. La decisione è giunta proprio mentre i Comuni di Priola, Bagnasco, Garessio, Caprauna e l'Unione Montana avevano appena inviato un ordine del giorno a Regione Piemonte, Provincia di Cuneo e Asl Cn1 per chiedere l'esatto opposto: il potenziamento del servizio. “Mi sono arrivate voci fondate e molto preoccupanti - spiega Canavese -, in base alle quali quello che attualmente abbiamo ci viene tolto proprio nei giorni in cui c'è più traffico e più gente. Garessio avrà un mero presidio infermieristico”. Il timore, neanche troppo velato, è che questo sia il primo passo verso una soppressione totale della figura medica nell'area. Il malcontento dei sindaci poggia su dati geografici e demografici oggettivi che rendono la val Tanaro una zona particolarmente vulnerabile. In primis, i tempi di percorrenza critici: località come Briga Alta, Caprauna e Viozene distano oltre 60 chilometri dal soccorso di Ceva e, in caso di emergenza, servono almeno un'ora e 15 minuti per essere raggiunti. Garessio, in tal senso, è collocato in una posizione strategica: è lo snodo tra le statali 28 e 582 e le provinciali 178 e 213, posizione che ne ha sempre giustificato il ruolo di sede del 118 fin dal 1997.  Oltre a ciò, non si possono non considerare gli anziani e le loro fragilità: il 30% dei residenti è over 70 e nell'area insistono diverse RSA, per un totale di oltre 200 ospiti in condizioni di gravità.  In più, la presenza del medico è ritenuta fondamentale per stabilizzare i pazienti sul posto, evitando trasporti inutili e affollamenti nei pronto soccorso. In aggiunta al taglio del servizio, a ferire è la mancanza di dialogo. Richiamando la recente posizione del presidente della Provincia di Cuneo e sindaco di Mondovì, Luca Robaldo, sulla situazione ospedaliera del “Regina Montis Regalis”, Laura Canavese invoca correttezza istituzionale: “Prima di prendere qualsiasi decisione è giusto che ci sia un confronto, i sindaci non vengono in alcun modo coinvolti, una prassi che non ritengo corretta”.  La sindaca di Priola conclude ribadendo che la responsabilità della salute dei cittadini non può essere ignorata: “La garanzia di un servizio come quello del 118 con il medico è essenziale e irrinunciabile. Medico o infermiere, con il massimo rispetto per entrambe le figure, non è la stessa cosa”.