CUNEO - Case di Comunità in provincia di Cuneo: “Troppe incognite su obiettivi, risorse e tempi”

Il consigliere regionale Mauro Calderoni: “Non vorremmo trovarci di fronte all’ennesimo annuncio senza una reale capacità di traduzione operativa”

Mauro Calderoni

20/04/2026 16:42

L’apertura delle prime tre Case di Comunità in provincia di Cuneo rappresenta senza dubbio un passaggio importante per il rafforzamento della sanità territoriale. Tuttavia, a fronte di questo avvio, continuano a mancare elementi fondamentali di chiarezza da parte della Giunta regionale su obiettivi minimi, risorse disponibili e tempi certi di attuazione”. Lo dichiara il consigliere regionale Mauro Calderoni, che ha presentato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale. “Apprendiamo da fonti giornalistiche – prosegue - che domani, martedì 21 aprile, verranno inaugurate le strutture di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo, proprio in concomitanza con la seduta del Consiglio regionale. Tralascio i commenti sulla scelta quantomeno discutibile, che di fatto impedisce ai consiglieri espressione dei territori interessati di essere presenti a momenti istituzionali così rilevanti per le comunità locali”. “È certamente positivo – precisa -, invece l’accordo raggiunto tra Asl CN1 e le organizzazioni sindacali provinciali dei medici di medicina generale – Fimmg, Snami e Smi – che garantisce una copertura di 60 ore settimanali e rappresenta una base concreta per l’avvio delle Aggregazioni Funzionali Territoriali. Ma resta inevasa la domanda centrale: quale modello complessivo hanno in mente il presidente Cirio e l’assessore Riboldi?”. “Non vorremmo trovarci di fronte – sottolinea - all’ennesimo annuncio senza una reale capacità di traduzione operativa. Il pieno funzionamento delle Case di Comunità è un pilastro della riforma della sanità territoriale e un obiettivo strategico del Pnrr: proprio per questo servono certezze, non slogan”. “Con l’interrogazione – conclude Calderoni - chiedo alla Giunta di chiarire quali siano gli standard minimi dei servizi che verranno garantiti ai cittadini, le tempistiche per la piena attuazione del modello organizzativo e le misure per assicurare uniformità su tutto il territorio provinciale e regionale, a partire dalle realtà oggi in ritardo, come Mondovì”.

c.s.