CASTELDELFINO - Il sindaco di Casteldelfino contro l’Unione Montana Valle Varaita: “È alla frutta”

Il comune vende le quote del Gal alla Confartigianato, revocando la delibera di cessione all’ex comunità montana: “Non hanno soldi per assicurare un obbligo di legge”

Redazione 29/01/2026 09:31

È un “caso” la cessione delle quote del Gal Tradizione delle Terre Occitane detenute dal comune di Casteldelfino. Il sindaco Domenico Amorisco polemizza con l’Unione Montana Valle Varaita, alla quale l’amministrazione avrebbe voluto trasferire la propria partecipazione nel gruppo di azione locale operante, dal 2002, sul territorio delle valli Stura, Grana, Maira, Varaita, Po, Bronda e Infernotto. “Si trattava - spiega Amorisco - di cessione di una quota Gal del valore simbolico di soli due euro e, di conseguenza, le spese di rogito erano molto limitate, forse del valore di 1 o 2 mila euro, per cui c’è da ritenere che l’Unione Montana Valle Varaita, con il suo silenzio, abbia dimostrato di non avere più soldi per assicurare un obbligo di legge. Povera Unione Montana, siamo proprio alla frutta!”. L’ingresso nel Gal era stato voluto nel marzo 2016 da un’amministrazione guidata dallo stesso Amorisco. All’epoca “non erano previsti oneri di gestione della s.c.a.r.l. a carico del bilancio comunale ed effettivamente per otto anni non c’era stata alcuna richiesta”. A seguito della mancata intesa con l’Unione Montana - “preferita in un primo momento solo perché Casteldelfino ne faceva parte” precisa il sindaco - la quota è stata trasferita alla Confartigianato di Cuneo che aveva espresso anche la dichiarazione di interesse, revocando la delibera di cessione all’Unione Montana Valle Varaita. Martedì 27 gennaio è stato firmato davanti al notaio Grosso di Cuneo l’atto di cessione, con spese notarili a carico dell’acquirente Confartigianato. L’ente si assume anche l’impegno del pagamento delle quote 2024 e 2025 di compartecipazione alle spese di gestione del Gal, pari a 396,39 euro ciascuna.