Riceviamo e pubblichiamo una lettera del sindaco di Venasca indirizzata al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, al presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, alla presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl CN1 Roberta Robbione, all’assessore regionale alla sanità Federico Riboldi, all’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo, al direttore generale dell’Asl CN1 dottor Giuseppe Guerra e al direttore dell’Asl CN1 Distretto di Saluzzo dottressa Gloria Chiozza, in merito all’ipotesi di trasferimento del servizio di guardia medica per la valle Varaita da Venasca a Verzuolo:
Presidenti, assessori, direttori,
vi scrivo perché, a seguito dell’inaugurazione della nuova Casa di Comunità di Verzuolo, martedì 21 aprile, a cui non ho purtroppo potuto partecipare per concomitanti impegni istituzionali, mi sono giunte alcune voci riguardo al possibile trasferimento a Verzuolo, proprio nella nuova struttura che si è inaugurata, del presidio di guardia medica attualmente attivo a Venasca.
Devo però dirvelo con chiarezza: sono rimasto sorpreso e anche infastidito nel venire a conoscenza di questa ipotesi. Non a titolo personale, sia chiaro, ma nei miei ruoli di consigliere della Provincia di Cuneo con delega alla Montagna, presidente dell’Unione Montana Valle Varaita e sindaco di Venasca. Questa è una scelta che, se confermata, ritengo sbagliata. Sbagliata nel metodo e soprattutto nel merito.
È l’ennesimo segnale di un modo di ragionare che penalizza la montagna, con tagli a servizi essenziali. Prima le poste, poi le banche, ma si sa: questi sono servizi commerciali. Adesso però anche la guardia medica? Intanto i negozi chiudono, i servizi calano e ai nostri paesi resta sempre meno. Allora io vi chiedo: cosa vogliamo lasciare ancora ai Comuni montani?
Qui, peraltro, non stiamo parlando di un servizio qualsiasi. Parliamo della guardia medica, un presidio fondamentale per comunità come la nostra, dove la popolazione è in gran parte anziana. Togliere questo servizio vuol dire non conoscere il territorio o, peggio, non volerlo capire. A Venasca ci sono circa 1.300 abitanti, c’è una casa di riposo, e la guardia medica è punto di riferimento anche per tutti i Comuni dell’intera valle Varaita. Anche pochi chilometri, ma tra Venasca e Verzuolo ce ne sono già dieci, fanno la differenza: nei tempi, nei costi, nella sicurezza delle persone.
E permettetemi di dirlo in modo diretto: non si può programmare una sanità così. Non ha senso avere due Case di Comunità a sei chilometri di distanza, a Verzuolo e Saluzzo, e nello stesso tempo lasciare scoperta un’intera valle. Vuol dire, viene da pensare, che mentre si progettavano queste strutture, qualcuno sapeva già che la montagna avrebbe pagato il conto.
E allora ditemi: il dibattito sulla montagna deve limitarsi ai “criteri di montanità” della nuova legge nazionale o ci può essere qualcosa di più oltre alle tante parole spese su questo argomento? Nei fatti si continua a togliere servizi, ed è esattamente il contrario di quello che serve. La verità è semplice: senza servizi non si vive in montagna. E senza sanità, ancora meno.
Io uso toni forti perché la situazione lo richiede. Ma non è solo una protesta: è una richiesta precisa. Chiedo al presidente e agli assessori regionali di intervenire subito, di prendere in mano questa situazione e di non trasformare l’ipotesi di cui ho sentito parlare in una decisione che rischia di creare un danno serio e duraturo al nostro territorio. Dovete dare un segnale chiaro. Dovete far capire che la montagna non si tiene in piedi con l’erogazione di qualche fondo o con progetti magari calati dall’alto. I fondi servono, certo, ma non bastano. Servono i servizi veri, quelli di tutti i giorni, quelli che danno sicurezza alle persone. Perché se togliete anche questi, il risultato è uno solo: lo spopolamento. E poi non ci sarà più nulla da difendere.
Vi invito, con forza ma anche con senso di responsabilità, a garantire il mantenimento della guardia medica a Venasca, dove è sempre stata e dove serve. Perché qui non si sta chiedendo un favore. Si sta chiedendo rispetto per un territorio e per la sua gente.
Silvano Dovetta
Sindaco di Venasca
Presidente Unione Montana Valle Varaita
Consigliere Provincia di Cuneo