"Sono un consigliere regionale di minoranza e il mio compito non è governare, ma vigilare, incalzare e pretendere verità". Così Mauro Calderoni interviene sul futuro del nuovo ospedale di Cuneo, annunciando la presentazione di un’interrogazione urgente in Consiglio regionale dopo la sentenza del Tar. "Dopo quella pronuncia – sottolinea Calderoni – non esistono più alibi. La Regione deve assumere impegni formali e presentare un cronoprogramma dettagliato e verificabile, con date certe e responsabilità chiare. Altrimenti dovrà spiegare ai cittadini perché il 2031–2032 rischia di restare l’ennesimo slogan privo di contenuto". "Utilizzerò tutti gli strumenti che il Consiglio regionale mette a disposizione – interrogazioni, mozioni, atti di indirizzo, accesso agli atti – per rendere pubblici ogni passaggio e ogni ritardo. La trasparenza non è una concessione all’opposizione, ma un dovere verso i cittadini". Secondo il consigliere regionale del Partito Democratico, "in sette anni la Giunta Cirio ha cambiato tre volte strada: prima il finanziamento statale per un nuovo Dea di II livello a Cuneo, poi il partenariato pubblico-privato, oggi il ritorno al finanziamento pubblico tramite Inail. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: anni persi e nessun cantiere avviato. Questa non è programmazione, è confusione politica". Calderoni respinge la logica del “tutti colpevoli”: "Le competenze sono chiare e le responsabilità pure. Quando il Partito Democratico era in maggioranza, le risorse statali c’erano: il Dpcm del 4 febbraio 2021 assegnava 310 milioni di euro per un nuovo Dea di II livello a Cuneo. Oggi, dopo sette anni di governo Cirio, quelle risorse non ci sono più e nessuno spiega perché". L’allarme riguarda anche il presente: "Il rischio di ridimensionamento dell’ospedale più importante della Granda non sta nel modello di finanziamento, ma nell’incertezza e nei ritardi. Il Santa Croce e Carle non può essere lasciato andare avanti per inerzia: liste d’attesa, personale sotto pressione e strutture che invecchiano sono il prezzo che rischiano di pagare i cittadini". "Per questo – conclude Calderoni – insieme al cronoprogramma sul nuovo ospedale chiedo un impegno straordinario e immediato sul Santa Croce e Carle, perché la lunga transizione non si trasformi in un danno permanente per la sanità cuneese".