SAVIGLIANO - Il saviglianese Panero nel CdA di Sogesid, protesta Gribaudo: “È neofascista e amico di CasaPound”

Il giornalista, ex militante di An, si difende: “Da sempre nel centrodestra. Non sono negazionista climatico, no vax o putiniano. La nomina? Ho mandato un curriculum”

in foto: Max Panero, a destra, con Simone Di Stefano

Andrea Cascioli 05/08/2023 13:12

Suscita clamore la nomina del giornalista saviglianese Massimiliano Panero, detto Max, nel consiglio di amministrazione di Sogesid, società di ingegneria e assistenza tecnica interamente partecipata dallo Stato tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
 
È stato proprio il MEF a designare il 50enne ex addetto stampa del gruppo regionale di Alleanza Nazionale. Una nomina contro cui la deputata borgarina del Partito Democratico Chiara Gribaudo annuncia un’interrogazione rivolta al ministro Giorgetti, ritenendola “poco compatibile col ruolo che ricopre”. “Massimiliano Panero è un neofascista piemontese” sostiene la parlamentare, descrivendolo in questi termini: “Oltre ad essere stato candidato di CasaPound, il suo è il classico profilo del ‘sovranista moderno’: filo putiniano, negazionista della pandemia, della crisi climatica, no vax convinto”.
 
“Non si sa per quale merito sia stato messo lì, - aggiunge Gribaudo - nel consiglio di amministrazione di una società che offre servizi, fra l’altro, anche al Ministero delle Infrastrutture e a quello dell’Ambiente. In pratica, insieme al MEF, ministeri chiave per quel che riguarda la lotta al surriscaldamento globale e la messa in sicurezza del territorio di fronte alle catastrofi climatiche”.
 
“L’unica cosa che non smentisco è di essere piemontese” replica dal canto suo Panero: “La Gribaudo ha ripreso un articolo uscito su Il Domani alcuni giorni fa, a seguito della mia nomina: venivo accusato di qualsiasi cosa, ovviamente tutte affermazioni false e tendenziose. Ma vedo - ironizza - che già oggi Repubblica mi ha declassato da ‘dirigente’ ad ‘amico’ di CasaPound, in sostanza un mero fiancheggiatore”. A Savigliano Panero era stato nei primi anni Duemila un militante del circolo di Alleanza Nazionale, all’epoca presieduto dallo scomparso Massimo Mantovan: il circolo promosse tra l’altro uno degli “Usa Day” in sostegno alle politiche di George Bush. Poi una svolta a destra dopo il periodo finiano, con la fondazione nel 2013 del movimento Destre Unite, oggi divenuto Nuova Italia Unita. Nel 2014 aveva appoggiato la candidatura di Gilberto Pichetto Fratin contro Sergio Chiamparino alle regionali piemontesi, nel 2019 ci aveva riprovato insieme a CasaPound ma la candidatura era stata respinta dal Consiglio di Stato, perché presentata senza raccogliere le firme necessarie.
 
“Non abbiamo avuto ulteriori contatti” tiene a precisare Panero, sul cui profilo Facebook sono visibili le foto della campagna elettorale per le europee 2019, insieme all’allora leader di CasaPound Simone Di Stefano (oggi a capo del movimento Exit). Come candidato al parlamento europeo Panero aveva preso 133 voti, superato tra l’altro dall’ex compagno di partito Beppe Lauria. In seguito Destre Unite ha cambiato denominazione: “Da allora - spiega il leader della microsigla - siamo organici al centrodestra in varie elezioni amministrative, tra cui quella di Reggio Calabria nel 2020: ci rifacciamo al conservatorismo europeo”.
 
“Non so da dove provenga la menzogna che sarei negazionista, no vax e antiucraino. Ho organizzato anche una raccolta fondi per i profughi dell’Ucraina con la mia associazione culturale” fa sapere il saviglianese, che aggiunge: “Ho lavorato per tanti anni nel mondo occupandomi di comunicazione e internazionalizzazione per le imprese italiane, anche in Russia: ovviamente agli incontri bilaterali c’erano anche esponenti delle amministrazioni locali, tra l’altro personaggi ormai trapassati. Da lì a darmi del putiniano ce ne corre”.
 
Quanto all’attuale nomina in Sogesid, la testata Lo Spiffero la riconduce all’amicizia col senatore e vicecoordinatore piemontese di Forza Italia Roberto Rosso. Panero invece ne attribuisce il merito al suo profilo da esperto della comunicazione: “Avevo presentato il mio curriculum a diversi enti e questa società ha bisogno di un rinnovo anche comunicativo”.

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