CAVALLERMAGGIORE - Niente inceneritore a Foresto: la Stella rinuncia al progetto su Cavallermaggiore

L’azienda aveva valutato la costruzione di un impianto di smaltimento degli scarti legnosi, suscitando contrarietà a livello locale. Ora l’annuncio del Comune

Redazione 04/07/2026 10:55

Non si farà il co-inceneritore a Foresto di Cavallermaggiore. Il Comune rende noto di aver ricevuto il 3 luglio dalla società Stella una comunicazione in merito alla decisione di “non proseguire con gli approfondimenti relativi all’ipotesi preliminare di realizzazione di un impianto di recupero”. Si tratta di un progetto per lo smaltimento di scarti legnosi, in particolare pali e traversine, che l’azienda cuneese aveva proposto di localizzare nella frazione più popolosa del paese. L’ipotesi aveva suscitato ampia contrarietà a livello locale, con la costituzione di un comitato No Inceneritore e una raccolta firme con un migliaio di sottoscrizioni. Il progetto, precisa la Stella, “era ancora in una fase iniziale di valutazione e approfondimento e a seguito delle analisi svolte, sono emerse considerazioni di natura industriale e commerciale che hanno portato alla decisione di non dare ulteriore seguito all'iniziativa”. L’amministrazione comunale dal canto suo prende atto della decisione della società, così come a suo tempo aveva preso atto della manifestazione di interesse: “L’ipotesi di insediamento nella frazione Foresto, che nei mesi scorsi aveva suscitato la comprensibile attenzione della comunità locale e dei territori circostanti, non avrà dunque seguito. Sin dalla fase iniziale, il Comune ha operato con l'obiettivo di acquisire gli elementi tecnici necessari a una valutazione fondata e di rappresentare la volontà del territorio, espressa in modo unanime dal consiglio comunale nella seduta del 10 marzo 2026”. Il sindaco Davide Sannazzaro e l’amministrazione comunale rivolgono “un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno fornito la propria collaborazione in questi mesi”, a cominciare dal presidente della Provincia Luca Robaldo e dagli uffici provinciali preposti, oltre all’Asl, all’Arpa e ai sindaci dei comuni vicini “che hanno dimostrato vicinanza e solidarietà con spirito di collaborazione istituzionale, senza strumentalizzazioni e nella consapevolezza che le questioni ambientali non si fermano ai confini amministrativi”. “La mobilitazione della comunità ha rappresentato un esercizio di democrazia partecipativa che questa amministrazione ha sempre accolto come espressione di un territorio vivo e consapevole” sottolinea ancora la nota del Comune, a firma del sindaco, stigmatizzando allo stesso tempo le “insinuazioni prive di fondamento circa l’esistenza di un presunto progetto già definito e tenuto nascosto, nonché di presunti accordi tra amministrazione comunale e soggetto proponente”: “Gli atti e la documentazione in possesso del Comune smentiscono integralmente tali ricostruzioni. Il Comune ha agito in ogni fase rendendo accessibili le informazioni non appena disponibili e coinvolgendo tempestivamente gli enti competenti e la cittadinanza”. “Chi ha alimentato queste illazioni, - osserva l’ente locale - mettendo in discussione senza alcun riscontro oggettivo la correttezza e l’onorabilità degli amministratori, ha oggi il dovere morale di prenderne atto pubblicamente. Le istituzioni locali e le persone che vi operano meritano rispetto, non sospetti infondati. L’amministrazione confida che la verità dei fatti possa restituire la dignità dovuta a chi ha lavorato con dedizione e nell’esclusivo interesse della comunità”.