Non si placa, a Racconigi, la polemica relativa al sottopasso ferroviario, i cui lavori sono stati sospesi dal Tar dopo il ricorso presentato da un gruppo di cittadini. Nei giorni scorsi il sindaco Valerio Oderda era intervenuto con una lettera aperta dai toni molto duri, ora arriva la replica di Patrizia Gorgo, capogruppo della minoranza ed ex candidata a Sindaca. Di seguito il testo completo. “La lettera aperta che il Sindaco di Racconigi ha pubblicato ieri, sul proprio profilo Facebook e che ha successivamente diffuso sui giornali locali, crea indubbiamente uno spartiacque e rappresenta una pessima pagina di storia politica racconigese. Ai toni da campagna elettorale permanente siamo, purtroppo, tristemente abituati e li conosciamo, ma il fatto è grave per ciò che rappresenta perché è il momento in cui il Sindaco smette di parlare come figura istituzionale e sceglie di farlo come parte processuale e avversario personale di alcuni dei suoi stessi concittadini. Non è una questione di stile. È una questione di ruolo. Un Sindaco che pubblica nome e cognome di nove persone, persone che hanno legittimamente esercitato il diritto, garantito a chiunque, di chiedere a un giudice di verificare la legittimità di un'opera pubblica, non sta informando la comunità, ma sta additando dei bersagli. Li consegna alla pubblica riprovazione, li espone come nemici, li qualifica, con una metafora non casuale, come carcerieri: 'Un'intera città costretta ad aspettare ancora, in ostaggio delle fantasie di pochi'. È stato scritto esattamente così e chi ha scritto ha agito consapevolmente per dare un effetto alle proprie parole, per ottenere un riscontro preciso. Fare i nomi non è mai un gesto neutro. In un tempo in cui la violenza verbale e fisica riempie le cronache e talvolta degenera in qualcosa di molto più grave, un Sindaco che, dalla propria posizione di autorità e con la cassa di risonanza dei canali istituzionali, firma una lista di “nemici della comunità” compie un atto di irresponsabilità che la città di Racconigi non merita. Generare odio non è un atto di governo, è esattamente il contrario. E a proposito di citazioni latine, visto che la lettera conclude con un 'Cui prodest?', lasciato sospeso nella sua ambiguità, quasi ad insinuare chissà quale macchinazione dietro un legittimo ricorso al giudice amministrativo, sarebbe meglio che una citazione, quando si decide di usarla, vada riportata per intero: “cui prodest scelus, is fecit” (colui al quale il delitto porta vantaggi, quello ne è l'autore), ma di reati e vantaggi ci sarà tempo di parlare e lasciar parlare gli organi competenti. Ci tengo però a ricordare che il delitto, in questa vicenda, non è il ricorso di nove cittadini, ma piuttosto è un'opera pubblica calata dall’alto, mai discussa con la minoranza e la comunità, con tempi esecutivi raddoppiati, oneri pubblici per i danni che deriveranno dall'esecuzione dei lavori e per i costi di mantenimento del sottopasso ferroviario. Sarebbe giusto fare un passo indietro e ritirare la lettera, tuttavia dubito che sia un gesto possibile per chi non è mai uscito dalla campagna elettorale, è doveroso ricordare che la fascia tricolore non è un accessorio ma un vincolo e quando la si indossa non si fanno elenchi di cittadini da consegnare alla gogna mediatica con tutte le conseguenze che ne possono derivare”. Avvocato Patrizia Gorgo Lista Civica Patrizia Gorgo Sindaco per Racconigi