GRINZANE CAVOUR - Caso Roggero, no al differimento: “Non si ravvisa l’urgenza”

Il giudice di sorveglianza di Torino respinge l’istanza. La figlia: “Speriamo nella grazia o nei domiciliari”

Andrea Cascioli 22/07/2026 17:57

L’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di differimento della scarcerazione per Mario Roggero, detenuto a Bollate dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo nel 2021 a Grinzane Cavour. Il magistrato di sorveglianza, Elena Massucco, rileva che “non si ravvisa, né sono state indicate dalla difesa, le circostanza di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente, in questa sede”. Gli atti vanno ora al Tribunale di Sorveglianza e alla Procura generale della Corte d’Appello di Torino e all’Ufficio di Sorveglianza di Milano.  Il “palleggio” fra i due tribunali era cominciato martedì con un primo rinvio del magistrato di sorveglianza milanese ai colleghi di Torino e una nuova istanza presentata dalla difesa, sempre a Milano. In giornata sono arrivati tre diversi pronunciamenti nel giro di poche ore. Un punto rilevante è che entrambi gli uffici ritengono poco fondata la richiesta di differimento che comporterebbe la scarcerazione. Questo perché la giurisprudenza di Cassazione, si rileva, prevede questa possibilità per chi in carcere non ci è ancora entrato. Non solo: Massucco osserva che l’ipotesi di una scarcerazione in attesa della decisione sulla grazia è “destinata ad impedire, in caso di pene detentive brevi, la vanificazione di un eventuale provvedimento clemenziale, che potrebbe intervenire tardivamente”. Non sarebbe quindi il caso di Roggero, per il quale il fine pena è fissato al 16 aprile 2041. “Il differimento della esecuzione della pena, in caso di presentazione di grazia, è istituto applicabile nei casi in cui la esecuzione della pena non sia ancora iniziata” aveva scritto anche il giudice milanese Maria Paola Caffarena, esprimendosi sulla stessa vicenda. Anche il Tribunale di sorveglianza di Milano ha dichiarato inammissibile la proposta di differimento della pena, evidenziando che “è stato sollevato dinanzi alla Corte di Cassazione, conflitto negativo di competenza in relazione all’istanza” del 17 luglio presentata al Tribunale e all'Ufficio di sorveglianza di Torino, poi trasmesso per competenza agli uffici meneghini. A casa, nel frattempo, la famiglia continua a sperare: “È una questione che stanno seguendo i nostri legali. - dice la figlia Laura Roggero - Manteniamo la speranza che ci sia comunque una soluzione, che sia la concessione dei domiciliari o la grazia, anche tenuto conto della sua età”. Nella domanda di grazia presentata da Mariangela Sandrone, la moglie del gioielliere 72enne di La Morra, si fa notare che la sentenza “rappresenta per mio marito Mario una sorta di ergastolo” e che è “per me, per le nostre quattro figlie e per la famiglia tutta una ulteriore condanna a non poter più vedere Mario in libertà, per non parlare dei danni economici all’attività della nostra gioielleria”.