Alle domande dei giornalisti che lo aspettavano all’ingresso del carcere di Bollate, nel Milanese, Mario Roggero ha risposto per l’ultima volta da uomo libero: “Pentito? Sì, ma con il senno di poi. Bisogna trovarsi in quelle situazioni”. Sono stati due giorni di incertezza assoluta, da quando mercoledì scorso la Corte di Cassazione ha messo la parola fine su una vicenda incominciata in un pomeriggio di aprile del 2021. Subito dopo il gioielliere 72enne aveva annunciato la costituzione in carcere, poi bloccata non si sa bene se dalla richiesta dei familiari o da un impedimento burocratico. La famiglia del negoziante lamorrese ha trascorso con lui le ultime giornate in attesa dell’ordine di carcerazione, arrivato poco prima dell’una di questo pomeriggio. Si era vociferato che volesse presentarsi al carcere di Fossano, a pochi chilometri da casa. Invece è comparso a Bollate, un altro istituto a custodia attenuata. La decisione finale, in ogni caso, spetterà all’amministrazione penitenziaria. Cinque anni fa Roggero subì una rapina insieme alla moglie Mariangela e alla figlia Laura, da due malviventi entrati nella sua gioielleria a Gallo Grinzane con una pistola giocattolo e un coltello. Il titolare li inseguì dal retro mentre rientravano in macchina, sparò cinque volte: restarono morti a terra Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, quest’ultimo inseguito e preso a calci sul selciato. Alessandro Modica riuscì a scappare in auto, ferito, per poche ore. “Viva la giustizia italiana” dice oggi, ironicamente, ai microfoni dei cronisti che lo hanno raggiunto: “Penso sia un’ingiustizia. Questo è il massimo per i delinquenti, che potranno continuare a rubare e a rapinare, tanto sono impuniti. Hanno anche i risarcimenti”. In merito alla domanda di grazia, o almeno alla sospensione temporanea della pena, c’è altrettanta schiettezza nei confronti del presidente della Repubblica: “Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato trenta persone, ha graziato la Minetti. Penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza. Me l’aspetterei la grazia”. Cosa pensa di fare in carcere? “Cercherò di abituarmi, mi approfitterò per studiare e leggere, mi sono portato diversi libri”.