ALBA - Nuovi sequestri nei confronti di Massimo Diotti: dal 2020 aveva sottratto ai clienti 5,6 milioni di euro

Proseguono le indagini della Guardia di Finanza di Asti nei confronti del consulente finanziario albese: i risparmiatori raggirati spesso approfittando dell'età avanzata

Redazione 17/04/2026 13:19

I finanzieri del Comando Provinciale di Asti hanno dato esecuzione nei giorni scorsi ad un decreto di sequestro preventivo di euro 3,5 milioni emesso dal Tribunale di Asti nei confronti di Massimo Diotti, broker albese indagato per i reati di truffa e autoriciclaggio. Si tratta di un ulteriore provvedimento emesso nei confronti del private banker, ai domiciliari da settembre e già destinatario di un sequestro di beni per oltre euro 2,1 milioni disposti dal Tribunale di Asti. La prosecuzione delle indagini, condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Asti e dei finanzieri della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica e coordinate dall’ Autorità Giudiziaria, ha permesso di individuare ulteriori casi di truffa perpetrate da Diotti che, sfruttando la fiducia riposta nei suoi confronti dai clienti, si è appropriato di ingenti disponibilità finanziarie giacenti sui loro depositi bancari. L’attività delle Fiamme gialle, consistita essenzialmente nell’acquisizione ed analisi delle movimentazioni di numerosi conti correnti bancari, esame di scritture contabili e informazioni testimoniali, ha permesso di accertare che il consulente finanziario, approfittando dell’età avanzata di molti dei propri clienti, poco inclini all’utilizzo degli applicativi di internet-banking, proponeva alle sue vittime asserite operazioni di investimento mostrando, per carpire la loro fiducia, dei grafici di rendimento artefatti e inducendoli a sottoscrivere dei moduli di investimento che, in realtà, autorizzavano trasferimenti di denaro verso conti correnti a lui intestati o ad altri soggetti giuridici allo stesso riconducibili. In alcuni casi i prelievi dai conti correnti dei risparmiatori avvenivano mediante l’utilizzo di carte bancomat intestate agli stessi, ma ritirate da Diotti presso la filiale e mai consegnate ai titolari, o mediante l’utilizzo di assegni circolari tratti sui depositi delle vittime e impiegati per finalità private. Talvolta, a fronte di richieste di rimborso e informazioni da parte dei clienti, al fine di celare le appropriazioni già perpetrate ai danni degli stessi, l’indagato trasferiva sui loro conti le disponibilità presenti sui conti di altri investitori, secondo il classico “Schema Ponzi”. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di tracciare i flussi finanziari e di accertare come le somme sottratte siano state impiegate in parte per finalità personali ed in parte nell’ambito delle sue attività imprenditoriali nel settore agricolo e commerciale, talvolta anche per pagare debiti previdenziali relativi ai propri lavoratori dipendenti. L’attività di analisi ha consentito di constatare che, per rendere più difficoltosa un’eventuale ricostruzione delle movimentazioni finanziarie, le somme oggetto della truffa venivano veicolate mediante l’interposizione di conti intestati a società “decotte” riconducibili allo stesso Diotti. Alla luce del quadro investigativo il Gip del Tribunale di Asti ha disposto il sequestro preventivo diretto e per equivalente fino alla concorrenza per oltre 3,5 milioni di euro costituiti da disponibilità finanziarie, da orologi di pregio, mobili, motocicli, un compendio immobiliare composto da una cascina con terreni agricoli e macchine agricole. Con questa operazione, l’apprensione di beni e disponibilità finanziarie per oltre 3,5 milioni di euro va ad aggiungersi all’analoga attività di servizio pari a circa 2,1 milioni eseguita lo scorso autunno, determinando così l’ammontare complessivo dell’importo dei sequestri eseguiti pari ad oltre euro 5,6 milioni, coincidente alle somme distratte ai risparmiatori dal 2020 ad oggi.