Suicidio sventato nella casa di reclusione di Alba, dove il tempestivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria ha evitato una tragedia. Nella serata del 26 giugno, durante i consueti controlli, gli agenti avevano notato un comportamento anomalo da parte di un detenuto di 30 anni, ristretto nel reparto semiliberi. L’uomo, che nei precedenti passaggi di controllo aveva risposto con notevole ritardo ai richiami del personale, alle ore 18,45 non ha più dato alcun riscontro. Insospettiti dalla situazione e constatato che la porta del bagno era stata bloccata con alcuni lacci, il personale di servizio, insieme al preposto alla sorveglianza, è intervenuto con estrema rapidità riuscendo ad accedere al locale. All’interno è stato trovato il detenuto, intento a predisporre un cappio rudimentale per compiere un gesto anticonservativo. L’immediato intervento degli agenti ha scongiurato il peggio. Successivamente si è reso necessario il trasferimento del detenuto presso l’ospedale, poiché lo stesso appariva in stato confusionale e non riusciva ad articolare frasi di senso compiuto, circostanza che ha fatto ipotizzare agli operanti un’alterazione dovuta all’assunzione di sostanze psicotrope. “Ancora una volta - dichiara il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci - dobbiamo registrare un episodio che dimostra come le carceri italiane si reggano esclusivamente grazie al senso del dovere e alla straordinaria professionalità della Polizia Penitenziaria. I nostri agenti continuano a operare in condizioni sempre più difficili, tra organici incompleti, cronica carenza di mezzi e un sovraccarico di lavoro ormai insostenibile. Siamo stati dimenticati da tutti, ma continuiamo ogni giorno a garantire sicurezza, legalità e tutela della vita umana, spesso mettendo a rischio la nostra stessa incolumità. Ai colleghi di Alba va il nostro più sentito ringraziamento e il plauso per aver evitato l’ennesima tragedia”. Il sindacato Osapp rinnova l’appello alle istituzioni “affinché vengano adottati con urgenza provvedimenti concreti per rafforzare gli organici della Polizia Penitenziaria e garantire adeguate risorse agli istituti penitenziari, ormai allo stremo”.