CERESOLE ALBA - Condannati gli amministratori di In.pro.ma: l’azienda di Ceresole d’Alba abbandonò rifiuti pericolosi

Nel 2017 l’Arpa aveva ritrovato un deposito di batterie al piombo. Gli imprenditori dovranno risarcire anche Legambiente, costituita come parte civile nel processo

22/05/2022 18:05

Si è concluso con sentenza di condanna il procedimento penale avviato a carico degli amministratori di In.pro.ma srl per deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi costituiti da batterie al piombo, rinvenute dai tecnici ARPA durante un sopralluogo nel 2017. Il Tribunale di Asti ha dichiarato Mario Riva e Luca Riva responsabili del reato ambientale, condannandoli alla pena di mesi 6 di arresto con condizionale e 3000 euro di ammenda ciascuno, oltre al pagamento delle spese processuali.
 
Per questa vicenda, si era costituito parte civile il locale Circolo di Legambiente, associazione ambientalista che da anni si interessa dell’azienda, che a Ceresole d’Alba si occupa dello smaltimento di carcasse animali provenienti da macelli e allevamenti. Il giudice, dott. Sparracino ha riconosciuto il danno patito dall’associazione, condannando gli amministratori al risarcimento di 2.500 euro oltre al pagamento delle spese legali. Soddisfazione viene espressa da Legambiente, presente in aula durante la lettura della sentenza.
 
“Le batterie al piombo prodotte dalle aziende, sono classificate rifiuti speciali pericolosi e come tali devono essere attentamente gestite anche nella fase post consumo” commentano Nadia Virtuoso e Margherita Demichelis di Legambiente Langhe e Roero “la pericolosità è data dalle sostanze contenute nelle batterie che sono tossico-nocive sia per la salute umana che per l’ambiente in quanto eco tossiche, con effetti acuti, molto tossici e cronici sugli organismi acquatici. Per questa ragione la normativa in materia è comprensibilmente molto severa. Le aziende sanno che lo stoccaggio e smaltimento delle batterie esauste deve avvenire secondo specifiche procedure, desta pertanto non poco sconcerto apprendere che questi materiali erano lasciati all’addiaccio, in una zona dello stabilimento lambita dal Rio Venesima, corso d’acqua uso irriguo comunicante con la rete idrica del fiume Po”.
 
“Il Tribunale ha riconosciuto il danno subìto da Legambiente” conclude l’avvocato Claudia Cristofori, difensore del circolo costituito parte civile, precisando che “tra 70 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza”.
 
Si terrà il prossimo 21 luglio, sempre presso il Tribunale di Asti, nuova udienza per l’altro procedimento a carico di Mario Riva, uno degli amministratori di Inproma srl, relativo a gravi violazioni per mancata osservazione di quanto previsto nell’Autorizzazione Integrata Ambientale nella gestione dei rifiuti e recupero energetico del grasso rilevate dai tecnici ARPA nel 2017. Riva Luca, l’altro amministratore, per tale procedimento ha pagato una somma a estinzione del reato mediante oblazione.

c.s.

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