BRA - “Io, stuprata dai calciatori del Bra”: parla la ragazza che ha denunciato

In un’intervista il racconto di quella sera: “Sento le mani addosso”. Il Livorno non convoca Mawete, il centrodestra braidese chiede al sindaco di “tutelare la città”

in foto: Fausto Perseu, Alessio Rosa e Christ Jesus Mawete, i tre calciatori accusati

Andrea Cascioli 11/04/2026 18:50

Parla di quanto sarebbe accaduto la notte del 30 maggio scorso la studentessa universitaria che ha denunciato una violenza sessuale da parte di tre ex calciatori del Bra. I tre, Fausto Perseu, Alessio Rosa e Christ Jesus Mawete, sono indagati dalla procura di Asti e hanno chiesto il giudizio abbreviato. Per Rosa c’è anche l’accusa ulteriore di diffusione illecita di immagini o video a contenuto sessuale, il cosiddetto revenge porn. Al quotidiano La Stampa, intervistata da Massimiliano Peggio, la ventenne torinese racconta di aver raggiunto Bra insieme a due amiche quella sera e di aver incontrato in un locale il gruppo dei calciatori. Tra questi c’era Perseu, del quale aveva accettato l’invito a casa: “Ma volevo stare solo con lui” spiega. Nell’alloggio, invece, sarebbe stata raggiunta da Mawete e Rosa e i tre insieme l’avrebbero costretta a rapporti anche non protetti: “Ho chiuso gli occhi e mi sono finta morta” ricorda la ragazza. A interrompere tutto l’intervento di una delle amiche. Un’altra amica, vedendola scossa, tre giorni più tardi l’avrebbe indotta a confidarsi e poi a recarsi al centro antiviolenze dell’ospedale Sant’Anna di Torino. Da allora la ragazza ha tentato il suicidio per tre volte: “Mi vengono dei flashback di quella sera. - dice - Sento di avere mani addosso”. Nell’intervista si parla anche di un video, girato di nascosto da uno dei calciatori, in cui la ragazza al momento di uscire dall’appartamento nega di essere stata costretta: “In quel momento pensavo solo di andarmene. Di certo non volevo fare sesso di gruppo”. Tutti gli accusati negano di averla forzata a fare sesso “abusando delle condizioni di inferiorità psichica e fisica” della coetanea, come si legge nell’avviso di conclusione indagini. Rosa condivise anche foto e video sulla chat di squadra “We are Champs”. Il caso scuote comunque il mondo del calcio. La reazione più netta giunge dal Livorno, nel quale oggi milita Mawete. Il ventenne di Mondovì, cresciuto nelle giovanili giallorosse, è stato tolto dalla lista dei convocati per la partita contro l’Arezzo: “Non è nelle condizioni psicologiche migliori” dice il presidente amaranto Joel Esciua, precisando di non voler esprimere giudizi ma lamentando anche “mancanza di trasparenza” dal centrocampista, che solo giovedì scorso avrebbe informato il club e il suo agente. Due anni fa Mattia Lucarelli e Federico Apolloni, entrambi in forza alla società toscana, erano stati coinvolti in un caso analogo e condannati: il verdetto di appello è atteso a giorni. Il Ligorna, club genovese di Serie D, ha invece confermato la convocazione di Rosa per la trasferta col Chisola, mentre il Giulianova annuncia un “confronto interno” con Perseu. Da Bra, dove la società esprime “assoluto stupore” e precisa che nessun evento legato alla festa promozione era in corso quella sera, interviene la minoranza consiliare. Il centrodestra chiede che il sindaco “valuti ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti” affinché “l'immagine della città possa venire tutelata e salvaguardata nei modi più adeguati”.