Gli contestavano di aver molestato i passanti con richieste di denaro insistenti, tanto da indurre più di qualche persona ad abbandonare i portici per scansare i suoi approcci, conditi da tentativi di “tirare per la giacca” chi non gli prestava attenzione. N.V., classe 1993, rumeno di Brasov e senza fissa dimora in Italia, è finito a processo con un’accusa contestata molto di rado nelle aule di giustizia: l’accattonaggio molesto. Il codice penale lo sanziona, all’articolo 669 bis, con la pena dell’arresto da tre a sei mesi e l’ammenda da 3mila a 6mila euro. Nel caso di specie, all’accusato si contestava anche l’utilizzo di una stampella per “simulare deformità fisica”, sebbene l’uomo non risultasse affetto da nessun problema: un falso invalido, in sostanza. La Polizia lo aveva fermato nel maggio del 2024 sotto i portici di corso Nizza, quasi all’altezza di piazza Galimberti. Dopo il controllo era scattata la denuncia, con relativo sequestro giudiziario della stampella. In tribunale, però, il pubblico ministero Alessandro Borgotallo ha chiesto di lasciar cadere le accuse con la formula della particolare tenuità del fatto: “Non c’erano condotte vessatorie. Il precedente per rissa è da un lato risalente e dall’altra connesso alle condizioni di vita dell’imputato” ha argomentato il rappresentante della Procura. Il giudice Elisabetta Meinardi ha accolto le conclusioni del pm e disposto anche il dissequestro della stampella. Il 33enne, in ogni caso, era stato nel frattempo raggiunto da un foglio di via del questore e allontanato, per la durata di tre anni, dalla provincia.