“Ferma condanna”. È la posizione della Pro Vercelli, espressa in un comunicato ufficiale, dopo i fatti verificatisi ieri sera, mercoledì 4 febbraio, durante la finale di Coppa Italia di Eccellenza disputata allo stadio “Silvio Piola” tra Cuneo e Alessandria, vinta dai grigi con il punteggio di 3-1. Alcuni tifosi alessandrini hanno provocato ingenti danni al settore che li ospitava, la Gradinata Nord, staccando seggiolini e vandalizzando i bagni. “Episodi gravi”, così li definisce il club che ospitava la gara nel suo stadio di casa, che hanno determinato “la parziale inagibilità dell’impianto”. Altri danni, sostiene la Pro Vercelli, sono stati arrecati all’interno dello spogliatoio dell’Alessandria da parte dei tesserati del club grigio. “Si tratta di fatti di assoluta gravità, incompatibili con i principi di rispetto che devono caratterizzare ogni evento sportivo”, si legge nel comunicato. Non è tutto: nel mirino della Pro Vercelli anche il presidente dell’Alessandria Antonio Barani, che nel post partita avrebbe rivolto minacce verbali a un dirigente vercellese, "intervenuto unicamente per rappresentare, con toni civili e nel pieno rispetto dei ruoli, l’entità dei danni riscontrati”. Prosegue il comunicato: “La decisione di concedere l’utilizzo dello stadio era stata assunta con senso di responsabilità e spirito di collaborazione istituzionale, esclusivamente nell’interesse della competizione e del movimento calcistico, pur nella consapevolezza della storica rivalità sportiva tra le due società. Tale disponibilità presupponeva il rigoroso rispetto delle strutture e delle persone, condizioni per noi imprescindibili. Alla luce di quanto accaduto, F.C. Pro Vercelli 1892 si riserva di intraprendere ogni opportuna azione a tutela della propria immagine e del proprio patrimonio, auspicando un rapido e puntuale accertamento dei fatti e delle relative responsabilità da parte degli organi competenti. Il rispetto delle regole, delle infrastrutture e dei principi di correttezza rappresenta un fondamento irrinunciabile dello sport e deve essere garantito in ogni contesto”.