BORGO SAN DALMAZZO - Borgo San Dalmazzo, vende una polizza auto falsa ma se la cava al processo

Un cittadino rumeno rimase coinvolto in un incidente dopo aver stipulato un’assicurazione-truffa sul web. Ma l’operaio di Napoli che gliel’ha venduta è stato assolto

a.c. 13/06/2019 17:30


Summum ius, summa iniuria, sentenziavano i nostri progenitori romani. Ovvero: la più rigorosa applicazione della norma può portare, a volte, a un esito che non si accorda a ciò che potremmo definire il ‘comune senso della giustizia’. Lo avrà forse pensato il cittadino rumeno che oggi ha visto assolvere dal tribunale di Cuneo l’uomo che gli aveva rifilato un’assicurazione auto fasulla, provocandogli per giunta non pochi guai con la giustizia del suo Paese.

Ma andiamo con ordine: i fatti risalgono al luglio del 2017. Il signor M.T. , residente a Borgo San Dalmazzo, vuole tornare in Romania per rivendere una vecchia auto di sua proprietà. Ha già trasferito l’assicurazione e stipularne una nuova solo per il viaggio fino a casa costerebbe troppo. C’è una soluzione: basta acquistare un’assicurazione temporanea della durata di cinque giorni, come se ne trovano a iosa sul web. Dopo una breve ricerca M.T. finisce sul sito ‘Re Auto’: il prezzo proposto (novanta euro), è in linea con le altre offerte sul mercato e non desta sospetti. Lo scambio dei dati avviene via mail e dopo il saldo tramite carta prepagata la vittima del raggiro riceve una polizza a marchio Groupama, apparentemente regolare. Tornato in Romania senza alcun sospetto, però, incappa in un secondo colpo di sfortuna, perché una sua disattenzione alla guida provoca un incidente stradale.

È a questo punto che i nodi vengono al pettine: l’UCI, ovvero l’ente che si occupa dei contenziosi stradali internazionali, gli comunica che quella polizza temporanea non è valida. Lo sfortunato automobilista comprende che qualcosa non va e prova a rimettersi in contatto con chi gli ha venduto l’assicurazione, sia per mail che al telefono. Niente da fare. Un controllo effettuato dalla sede Groupama di piazza Europa, a Cuneo, fuga ogni dubbio residuo: quel contratto è una truffa e nessuno lo ha mai registrato. Dalle indagini dei Carabinieri di Borgo San Dalmazzo emerge che l’indirizzo tramite il quale è stata stipulata la polizza rimanda al sito brokeriamo.it, uno di quelli che l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha inserito in lista nera perché coinvolto in diversi casi di truffa. La carta Postepay su cui è stato effettuato il passaggio di denaro però ha un intestatario preciso, il signor M.F., operaio di Napoli.

L’uomo conferma di essere titolare di quella carta ma dice anche di averla persa tempo prima, senza tuttavia aver mai denunciato né lo smarrimento né il furto. A questo punto non si tratta tanto di appurare la responsabilità, quanto la punibilità del fatto: in fin dei conti, argomenta la difesa, parliamo di un raggiro che ha fruttato novanta euro, e l’imputato non ha nessun precedente penale di rilievo. L’accusa si oppone invece a questa ricostruzione: qui non si parla di un contratto non registrato per disattenzione da un vero assicuratore, ma di una truffa in piena regola. Inoltre, aggiunge il pm Raffaele Delpui, la lieve entità del fatto è molto dubbia “se guardiamo al danno subito e ai rischi corsi dalla persona offesa per via della mancata copertura assicurativa”.

Il giudice non ha accolto questa interpretazione, considerando che la ‘particolare tenuità del fatto’ giustificasse l’assoluzione. Per il truffato, perlomeno, resta la possibilità di un risarcimento in sede civile.

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