L’amministrazione comunale di Boves ha ricordato il pensionato Enel Michele Siciliano, mancato martedì 14 luglio all’età di 82 anni, con queste parole: “Michele Siciliano, bovesano, era nato nella fine del 1944, nei mesi conclusivi della seconda guerra mondiale, tra i più duri per il nostro Paese e la nostra zona. Rimase immediatamente orfano di padre, di origini calabresi (con i suoi parenti in quella Regione rimase in contatto), funzionario di Pubblica Sicurezza, allevato, insieme ai fratelli, dalla madre bovesana. Molto grato fu sempre a storico locale che gli certificò come, in quel crepuscolo della Repubblica Sociale, la morte del genitore fu dovuta non a colpe specifiche, ma solo al ruolo pericoloso ricoperto. Bovesanissimo, bovesano sin al midollo, come vari coetanei, magari figli di reduci della ‘Guardia alla Frontiera’, soffrì per un cognome che era ben poco della zona, tale da farlo ritenere ‘meridionale’. Forse succede lo stesso, anche adesso, a bambini col cognome di chiare origini straniere. Il ruolo di ‘primogenito orfano di padre’ lo ha responsabilizzato per tutta la vita, fatta di impegno e lavoro. Ha cercato, miscelando solidità, ‘polso’ e dolcezza, di essere figlio, fratello, marito, padre e nonno esemplare, da manuale. Per tutti fu, sin che salute concesse, punto di riferimento, solido appoggio, modello. Mai superò del tutto il dolore per la perdita della moglie, dolce e forte, Maria Giordano, anche nota sarta bovesana, portata via, ormai quasi quindici anni fa, da male incurabile (sconfitta dopo lunga lotta), la madre dei suoi figli (il cimitero divenne una tappa fondamentale ogni volta che scendeva a Boves dalla casa di frazione Cerati). Ottimo fabbro, diventò dipendente Enel, occupandosi, con grande efficienza, della ‘palificazione’ (piantava i pali). È uno dei rari casi di dipendenti per cui l’azienda cercò di ritardare il pensionamento. Finalmente, da pensionato, trovò tempo per curare qualche sua passione, cercando di eccellere anche in questo. Fu ottimo motociclista ed arciere, prima di darsi alla fotografia (per anni fu il punto di riferimento del Circolo bovesano ‘L’Otturatore’, che fece passare dalla storica gestione dei fondatori, guidati da Beppe Andreis, a quella attuale, di Cristiano Cerato, aprendo agli allora giovani, a vari non bovesani). Vari premi raccolse e molti suoi scatti si son visti su pubblicazioni locali. Attento e generoso seguì iniziative del motocross, delle scuole che frequentavano i nipoti, del Circolo Pensionati bovesano, di vari Comitati, dello Yamato Judo di Mario Ambrosoli, della Scuola di Pace, dell’ANPI di Borgo San Dalmazzo (presieduta da Maddalena Forneris). Anche nella fotografia continuò la sua ricerca inesausta di perfezione, con la cura per la elaborazione, sin al confine di una moderna pittura, di ogni singolo file digitale. Le sue condizioni di salute son peggiorate costantemente, soprattutto nell’ultimo anno, nonostante un fisico robusto, colpendo anche la sua voglia di fare, l’approccio alla vita, amareggiandolo. Circondato dall’affetto dei suoi cari è spirato all’Ospedale Carle di Confreria, la mattina di martedì 14 luglio, dopo un ultimo ricovero. Nel funerale in Parrocchiale di San Bartolomeo, ma mattina di giovedì 16, insieme a tanti bovesani, lo hanno salutato i figli Andrea, con Lia, Caudio, con Loredana, e Luisa, con Diego, una vera tribù di nipoti (Emma, Matilde, Giorgio, Erik e Thomas), le sorelle Franca, con Renato, Marisa, con Silvio, e Rosalba, con Beppe, cognati e nipoti. La salma è andata al Tempio Crematorio di Magliano Alpi. La Messa di ‘Trigesima’ è fissata, sempre in Parrocchiale, per il 14 agosto”. L’amministrazione comunale di Boves