BUSCA - Busca, tre rumeni a processo per la ‘vendetta’ contro un connazionale

Gli imputati avrebbero pianificato per mesi una spedizione punitiva stile ‘arancia meccanica’ contro l’uomo che li aveva denunciati per un furto di maiali

a.c. 08/01/2020 20:14

 
Doveva comparire nell’udienza odierna, davanti al tribunale di Cuneo, il cittadino rumeno che quattro anni fa rimase vittima di un violento pestaggio nel pieno centro di Busca, a poca distanza dal Caffè di Città.
 
Agli inquirenti l’uomo aveva raccontato di essere stato colpito e tramortito da tre connazionali, che dopo averlo picchiato fino a fargli perdere i sensi gli avrebbero addirittura orinato addosso. Gli aggressori gli avevano anche sottratto 160 euro dal portafoglio, ma a detta della parte offesa non sarebbe stato certo il movente economico a istigarli: si sarebbe trattato, infatti, di una vendetta in piena regola.
 
L’autore della denuncia oggi vive all’estero e non è ancora rientrato per rendere la sua testimonianza. Lo ha fatto invece un allevatore di Tarantasca, suo conoscente: proprio in seguito a un furto subito da quest’ultimo sarebbe scaturita l’aggressione stile ’arancia meccanica’, nella notte tra il 2 e il 3 luglio 2015.
 
“Il rumeno venuto da me per informarmi che alcuni suoi connazionali mi avevano sottratto qualche capo” ha raccontato l’allevatore, che in effetti aveva constatato l’assenza di quattro o cinque maiali: “Tuttavia non potevo essere certo che mi fossero davvero stati rubati e non c’era nessun segno di effrazione. Non me la sono sentita di denunciare tre ragazzi che non conoscevo senza avere la minima prova”.
 
Se la denuncia non era arrivata, era giunta in compenso la vendetta dei tre contro il ‘delatore’. Dopo aver atteso per diversi mesi, uno dei tre complici del presunto furto, M.U., avrebbe chiamato al cellulare il connazionale, inducendolo a scendere con una scusa: in strada lo attendevano gli altri due, che la vittima conosceva solo con i rispettivi soprannomi.
 
Non è stato difficile risalire all’identità degli altri presunti assalitori a partire dal cellulare in uso a M.U., intestato alla sua compagna. Secondo i carabinieri, inoltre, il traffico telefonico sarebbe compatibile con gli orari di spostamento da Cuneo a Busca e con i tempi dell’aggressione. A processo per lesioni e rapina si trova però il solo M.U. perché i due uomini che l’avrebbero spalleggiato nell’azione punitiva risultano irreperibili: gli inquirenti ipotizzano che possano essere rientrati in Romania.
 
Il prossimo 13 maggio la vittima dell’aggressione dovrebbe finalmente raccontare la sua versione dei fatti davanti ai giudici, prima che venga chiusa l’istruttoria.

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