CUNEO - Domani l'addio al partigiano centenario Agostino 'Nino' Fontana

I funerali si svolgeranno alle 14.30 nella chiesa di San Giovanni Bosco. Alle 15.30 commemorazione laica al Parco della Resistenza. Il ricordo di Ughetta Biancotto

23/04/2018 17:46

Il partigiano Agostino 'Nino' Fontana, che aveva compiuto cent'anni il 21 dicembre scorso, è deceduto. I funerali si svolgeranno domani, martedì 24 aprile alle ore 14,30 nella chiesa di San Giovanni Bosco, a Cuneo. Altro ritrovo alle ore 15.30 al Parco della Resistenza per un momento di ricordo civile. 
 
Riceviamo e pubblichiamo uno scritto di Ughetta Biancotto, presidente proviniciale dell'ANPI, in sua memoria.

Primo di nove fratelli di una grande famiglia partigiana che annovera nella sua storia ben tre elementi (lo stesso Nino, Beppe ,Attilio) nelle bande partigiane di "Giustizia e Libertà" e tre sorelle staffette (Nella, Jucci , Giovanna). Nino di famiglia antifascista, nel 1937,  a 20 anni è in servizio come militare nel Regio Esercito come guardia frontiera nelle zone del Torinese, nelle Valli di Susa e in seguito in quelle di Lanzo. È militare quando, nel 1940 l'Italia entra in guerra a fianco dei Tedeschi e viene inviato sul fronte jugoslavo e poi su quello Greco- albanese. Nino, come tanti suoi colleghi continua a svolgere il ruolo di controllo e di presidio sui territori di confine.

È arrivato l' 8 settembre 1943 quando anche i militari italiani capiscono la disfatta , ormai lui ha trascorso quasi sei anni a fare il servizio militare , con non poche difficoltà riesce a rientrare a Cuneo , dove ritrova i suoi fratelli e sorelle: Beppe, terzo dei fratelli Fontana, classe 1920 , dopo Nella e Nino, ha dovuto conoscere la guerra, militare, alpino nella divisione Ravenna sul fiume Don in Russia, meccanico, è stato protagonista con i suoi commilitoni, della guerra e della ritirata, tanti suoi amici sono morti, per il freddo, la fame e le malattie così ben narrati in vari libri , definita la "Guerra dei poveri”. Ha servito la patria, ha capito le contraddizioni e il dolore che la guerra può portare e che lascia in tanti suoi concittadini. Quando arriva a Cuneo immediatamente decide con i suoi fratelli più grandi , Nino e Attilio  di andare in montagna e di cacciare i “fascisti e gli invasori nazisti”. La storia di Nino è sempre collegata a quella della sua famiglia, dapprima salgono a Boves, sulla Bisalta dove c'è la banda Vian. Poi si unisce a quella di Giovanni e Spartaco Barale . I Fontana abitano in via Peveragno a Cuneo sono una famiglia numerosa (nove fratelli). Il padre fa il carradore , ha fondato e fabbricato una delle prime officine di carrozzeria a Cuneo. I figli orfani della mamma nel periodo della guerra assistono e sono scampati dai bombardamenti di via Borgo Gesso e da piazza Boves, dove assistono alla morte di tanti loro amici e vicini di casa.

Le sorelle Nella e Jucci (incarcerata), sono anche loro staffette e portaordini, collaborano con i fratelli e sovente sono a rischio, ma non si scoraggiano mai. Decidono di sfollare a Roccavione, in una borgata e di portare insieme i loro fratelli anche quelli più giovani: Piero, Mario , Romano e la sorella Giovanna. Dai racconti di Nino, traspare il coraggio e l'altruismo negli atti compiuti organizzò un colpo contro la caserma dei Vigili del Fuoco a Cuneo per requisire materiali tra cui automobili e camioncino.

La banda partigiana di cui è prima è vice e poi comandante Attilio Fontana si trasferisce a Roaschia ai Tetti Rive. In un rastrellamento con i nazi-fascisti che presidiavano e razziavano le Valli Gesso e Vermenagna Nino viene ferito  gravemente ad un braccio dai tedeschi e dalla banda fascista di Salvi. Viene soccorso e portato in ospedale ad Entracque. Dalla montagna si sposterà poi in pianura ad Isola di Benevagienna , dove prese i contatti con altre bande partigiane, sempre con i fratelli Attilio e Beppe. Si distingue nell'assalto e in varie operazioni militari per la liberazione di ostaggi e prigionieri delle carceri . È determinato e non lesina mai la sua presenza dove il pericolo è imminente. Parteciperà alla liberazione di Cuneo, con i comandanti Ettore Rosa e Aldo Quaranta avvenuta il 28 aprile 1945. C'è una foto che lo ritrae con i fratelli e i suoi compagni. Grazie Nino e a tutta la famiglia Fontana che hanno scritto una bella pagina del nostro 900. “Dormivamo nelle capanne, nei boschi, al freddo ma avevamo coraggio e onestà e un solo obbiettivo quello di conquistare la democrazia e la libertà, dopo anni di guerre, discriminazioni e orrori". A noi il compito di portare avanti gli ideali degli antifascisti e di tanti che si sono sacrificati per una società più equa e più giusta.

c.s.

Notizie interessanti:

Vedi altro