CUNEO - Due arresti per pedofilia nel Cuneese: festini e droga, un’undicenne venne fatta abortire

L’orrore durato anni: una delle due giovani, oggi ventenne, fu violentata dal padre. Coinvolte anche due donne, una è accusata di aver ceduto cocaina a minori

Andrea Cascioli 15/11/2021 17:00

 
C’è un campionario di orrori da far rabbrividire nell’inchiesta della Procura di Cuneo che ha portato pochi giorni fa a due arresti per abusi sessuali su minorenni. In manette sono finiti un 58enne residente nel Saluzzese e un 47enne domiciliato in un paese dell’hinterland di Cuneo.
 
Le accuse a loro carico, pesantissime, sono emerse a seguito della denuncia di due ragazze. Una delle due, oggi ventenne, è la figlia del 58enne arrestato: all’epoca in cui risiedeva a Borgo San Dalmazzo con il padre sarebbe stata costretta a rapporti sessuali completi con lui. Gli abusi si sarebbero protratti per svariati anni, a partire da quando la giovane ne aveva appena undici o dodici. È stata lei a raccontare tutto agli inquirenti dopo essere venuta a sapere che anche una sua amica, molto più piccola d’età, stava subendo ancora oggi gli stessi abusi.
 
Quest’ultima ha confermato di essere stata oggetto di molestie da parte del 58enne nella scorsa primavera, mentre l’uomo si trovava da solo con lei. Anche l’altro indagato, in occasioni diverse, l’avrebbe molestata e costretta a prendere parte a festini sessuali tenutisi a Torino. Qui la ragazzina avrebbe assistito mentre il 47enne, gravato da precedenti specifici, consumava rapporti con tre minorenni alla presenza dei genitori. Nessuno di questi soggetti, al momento, è stato identificato.
 
L’inchiesta coinvolge anche due donne, una 44enne residente a Mondovì e una 21enne con domicilio in un comune situato tra Cuneo e Mondovì. La prima è accusata di aver avviato agli stupefacenti la più giovane delle due ragazze abusate, cedendole cocaina in più occasioni. Nella primavera scorsa, inoltre, insieme ad altre persone le avrebbe procurato un aborto: la piccola era rimasta incinta a nemmeno dodici anni. Da un’intercettazione telefonica si è arrivati all’individuazione dell’altra sospettata: nei suoi confronti l’ipotesi è quella di detenzione di materiale pedopornografico. In una conversazione telefonica con una sua conoscente, registrata la scorsa estate, la si sente domandare a quest’ultima se “conoscesse bambine”.
 
I due arrestati nei giorni scorsi sono stati trasferiti dal carcere di Cerialdo ad altro luogo di reclusione. Una misura di sicurezza resasi necessaria, a quanto si apprende, dopo che gli altri detenuti avevano manifestato in modo intimidatorio la loro ostilità nei confronti dei nuovi arrivati.

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