CUNEO - Entra in tribunale con un taglierino ma viene assolto: ‘È uno strumento di lavoro’

Il carpentiere 59enne era stato denunciato per porto d’armi dai vigilantes del palazzo di giustizia: ‘Nessuno mi chiese spiegazioni’

a.c. 28/01/2020 16:00

 
C’è voluto un processo penale, celebrato a pochi metri dalla ‘scena del crimine’, per stabilire che G.S. non commise alcun reato entrando nel tribunale di Cuneo con un’arma impropria in tasca.
 
Nell’aprile del 2018 il 59enne, di professione carpentiere, era stato denunciato dai vigilanti della All System che presidiano l’ingresso del palazzo di giustizia in piazza Galimberti. Al passaggio dal metal detector, era risultato che l’uomo teneva in tasca un coltello: in realtà, com’è emerso in seguito, si tratta di un taglierino, di quelli che talvolta vengono utilizzati per temperare le matite da cantiere.
 
G.S. ha dovuto attendere di trovarsi davanti al giudice per chiarire la sua posizione: “Quel giorno ero già stato in un cantiere ed ero diretto in un altro. Il mio avvocato mi ha telefonato, sollecitandomi a passare in tribunale per alcune questioni amministrative”. Dopo il controllo di routine, il taglierino era stato trattenuto e poi restituito all’uscita al legittimo possessore: “Al ritorno ho trovato il vigilante insieme a un carabiniere, mi è stato fatto firmare un documento ma nessuno mi ha chiesto perché avessi quell’oggetto con me. Solo dopo ho saputo di essere stato denunciato”.
 
Prima ancora che l’avvocato Alberto Summa ne chiedesse l’assoluzione, è stato il pubblico ministero Luigi Dentis a lasciar cadere ogni accusa a carico del carpentiere: “Le dichiarazioni dell’imputato in aula trovano elementi di riscontro esterno. Considerate le sue esigenze professionali, non si può affermare che il porto dell’arma non fosse giustificato”. Il giudice Lorenzo Labate ha accolto le conclusioni delle parti e pronunciato un verdetto di assoluzione perché il fatto non sussiste.

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