CUNEO - Furti in casa, Cuneo ai primi posti della classifica italiana

I topi d’appartamento restano la vera piaga nella Granda: ben 2659 le denunce nel 2019. Aumentano anche estorsioni, violenze sessuali e truffe informatiche, in calo quasi tutti gli altri indici di criminalità

Andrea Cascioli 14/10/2019 18:38

 
Cuneo isola felice? Sì, ma con qualche riserva. Stando agli indici di criminalità pubblicati dal Sole 24 Ore, la provincia Granda resta una delle più sicure in Italia, se si rapportano il numero di denunce presentate nel 2018 e la densità di popolazione.
 
Il primo elemento da cui partire è il fatto che Cuneo è la 29esima provincia italiana per numero di abitanti, la seconda per numero di comuni (247) e la quarta per estensione dopo Sassari, Bolzano e Foggia. A fronte di questo, il dato complessivo sui reati commessi nell’ultimo anno colloca la realtà subalpina agli ultimi posti in classifica quanto a densità criminale: con 14992 denunce, Cuneo si piazza 94esima tra le 106 province e città metropolitane, scalando di un’inezia rispetto alle 14986 denunce e al 97esimo posto del 2017.
 
Detto in altre parole, tra il colle della Maddalena e le sponde del Belbo si scoprono ogni giorno 41 reati sui circa 6500 registrati in tutta Italia (in calo del 2,4%, per la cronaca). Le statistiche disaggregate, però, ci raccontano qualcosa di più. Perché nonostante gli indici della Granda si mantengano di molto inferiori alle medie nazionali, c’è almeno un ambito criminale in cui la presenza cuneese appare sproporzionata, specie se si considera che qui il dato italiano è in calo del 6%.
 
Parliamo dei furti in appartamento, il tallone d’Achille nella gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico. Nella classifica generale Cuneo raccoglie un poco invidiabile 15esimo posto con 2659 denunce (452,9 ogni 100mila abitanti), contro le 2518 dell’anno precedente: un balzo di sette posizioni in avanti. Può sorprendere in particolare il fatto che la Granda sovrasti - in rapporto alla sua popolazione - tutte le metropoli italiane, dalle vicine Milano e Torino (23esima e 25esima, rispettivamente) fino a Roma (61esima) e Napoli (101esima).
 
C’è comunque una spiegazione ‘geografica’ di cui va tenuto conto: nella classifica di cui Asti detiene il triste primato, seguita da Ravenna e Firenze, tutte le prime quindici posizioni sono occupate da province del Nord e del Centronord, quasi sempre di ridotte dimensioni. Tra queste c’è, oltre ad Asti, un’altra ‘dirimpettaia’ di Cuneo: è Savona, che si piazza all’ottavo posto.
 
Tra i reati che destano maggiore allarme sociale, aumentano anche le truffe informatiche (da 1084 a 1213 denunce, 97esimo posto nel ranking nazionale) e le estorsioni (da 38 a 52 denunce, 95esimo posto), in linea con le analoghe tendenze nazionali. Un campanello d’allarme viene inoltre dalla rilevazione delle violenze sessuali: si passa dai 23 episodi denunciati nel 2017 ai 40 del 2018. In una sfera delicata come questa, il numero delle denunce - cioè dei reati “emersi” - va preso con molte cautele. L’aumento dei reati, per quanto preoccupante poiché vicino al raddoppio, potrebbe essere dovuto anche a un’accresciuta propensione delle vittime a non subire in silenzio abusi e violenze.
 
Vale comunque la pena di segnalare i molti indicatori positivi che emergono dall’analisi effettuata dal Sole 24 Ore. Sono in calo più o meno vistoso i furti con destrezza (da 514 reati denunciati nel 2017 a 410), i furti negli esercizi commerciali (da 473 a 404), i furti d’auto (da 166 a a 149), le rapine (da 87 a 77) e gli scippi (da 30 a 25): tutti ambiti nei quali Cuneo si riconferma appieno ‘isola felice’.
 
Le segnalazioni relative allo spaccio di stupefacenti, a fronte di una crescita a livello nazionale del 2,8%, vedono anch’esse una battuta d’arresto nella Granda passando da 258 a 224 denunce in un anno.
 
Tra i reati più gravi, gli omicidi volontari nel 2018 sono stati due contro i quattro dell’anno precedente, mentre i tentati omicidi, in numero di tre, restano invariati.
 
Oltre che da questa rassicurante lettura, la sostanziale estraneità del Cuneese rispetto ai grandi giri della criminalità organizzata si può evincere dall’assenza di riscontri per i reati di associazione a delinquere e associazione di stampo mafioso. Restano ugualmente ferme a zero le denunce per usura, mentre nell’ambito del riciclaggio si passa da 8 a 12 casi accertati.
 
Da segnalare, infine, la 53esima posizione a livello nazionale per numero di incendi: sono stati 40 quelli denunciati alle autorità giudiziarie nel solo 2018.

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