CERVASCA - Furto in abitazione a Cervasca, non bastano le riprese video: l’imputato è assolto

Il presunto ladro era stato identificato dai carabinieri in base ad alcuni capi di vestiario. Ma per i RIS la compatibilità fisica era troppo incerta

a.c. 06/07/2022 18:30

Il sistema di antifurto e la presenza di una telecamera in casa non era bastata a un cervaschese per evitare che un ladro si introducesse in casa sua, a fine dicembre del 2020. Nemmeno in tribunale il video è servito a granché, dal momento che l’occhio elettronico non aveva ripreso bene la fisionomia del “topo d’appartamento”.
 
Così V.J., residente a Bernezzo e identificato dai carabinieri come presunto autore del furto, è stato assolto dal giudice Emanuela Dufour per non aver commesso il fatto. In assenza di refurtiva, a suo carico pesavano solo gli elementi indiziari descritti dal luogotenente Ignazio Palmas: “Nel guardare i filmati, forniti dal denunciante, ho notato che questa persona poteva corrispondere a una nota arrivata qualche giorno prima dai carabinieri di Savigliano”. Il sospettato, in quell’occasione, era stato fermato insieme al fratello minore nel cortile di un’abitazione: ritenuto responsabile di tentato furto, era stato poi denunciato per resistenza.
 
Nel corso della perquisizione a suo carico erano stati ritrovati un giubbotto e un paio di scarpe ritenute compatibili con quelle che il ladro - munito di mascherina - indossava al momento del furto. I capi di vestiario sono stati inviati per la comparazione, insieme al filmato, al RIS di Parma. Il luogotenente Vincenzo Nobile, tuttavia, ha evidenziato “solo esigue e generiche compatibilità riguardanti il viso e la fronte di V.J.”. Per quanto riguarda il giubbotto, invece, erano emerse analogie tali da far supporre che il piumino sequestrato fosse in effetti identico a quello immortalato dalla videocamera.
 
“Quel giorno ero andato a lavorare, verso le 19 la mia compagna mi ha telefonato per avvertirmi del furto in casa. L’allarme era inserito, ma avevamo dimenticato di chiudere la porta finestra” ha raccontato la vittima: “Arrivato a casa ho visto che avevano messo a soqquadro la camera da letto. L’intruso era solo e indossava una mascherina, doveva essere consapevole della telecamera. Ha sottratto tre orologi del valore di circa 500 euro complessivi: ero affezionato a due di questi in particolare, uno era un regalo e l’altro un ricordo di mio padre”.
 
Basandosi sugli elementi raccolti, il pubblico ministero Raffaele Delpui aveva chiesto la condanna a due anni di reclusione e 309 euro di multa per l’imputato. L’avvocato Davide Ghione aveva invece sostenuto l’estraneità di V.J. ai fatti, soffermandosi sulla compatibilità dei capi di vestiario: “Il giubbotto è un piumino simile al 99% dei piumini. Anche le scarpe, che parrebbero avere la stessa suola, differiscono invece per la tomaia, la parte superiore. Nel paio sequestrato è di colore più scuro rispetto a quello che si vede nel filmato”. Contestualmente alla sentenza, il giudice ha disposto il dissequestro e la restituzione degli indumenti.

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