VINADIO - La diffamazione? Acqua passata. Assoluzione postuma per Bertone e Sant’Anna

La guerra dell’acqua si chiude senza colpevoli. L’ad del colosso di Vinadio, deceduto l’11 novembre scorso, era a processo insieme al suo direttore commerciale

Redazione 28/11/2025 15:14

Assolto perché il fatto non sussiste: la formula pronunciata dal giudice Elisabetta Meinardi nell’aula d’assise del tribunale di Cuneo menziona solo Luca Cheri, direttore commerciale dell’Acqua Sant’Anna. Il coimputato illustre, l’ad del colosso delle acque minerali di Vinadio Alberto Bertone, è infatti deceduto prima della conclusione del processo per diffamazione e turbata libertà del commercio. Lo scandalo era emerso quando un giovane ex dipendente, Davide Moscato, era stato individuato come creatore di una finta inchiesta nella quale una sedicente testata giornalistica di settore denunciava le presunte collusioni tra Lidl e Acqua Eva. Uno “scherzo” che secondo gli imbottigliatori di Paesana sarebbe costato la perdita del 50% dei volumi venduti alla Coop, pari all’incirca a 10 milioni di bottiglie: “Io e Bertone volevamo toglierci un sassolino dalla scarpa” ha ammesso il direttore commerciale, negando però di aver dettato l’articolo incriminato a Moscato. Anche il “signor Sant’Anna” aveva rivendicato la regia dell’operazione ma disconosciuto i suoi esiti pratici: “Non ho partecipato alla redazione dell’articolo e non ho nemmeno aperto la bozza che mi inviò Moscato via mail”. Nessun danno a livello commerciale, hanno ribadito oggi i suoi difensori, nella prima udienza celebrata dopo la morte dell’imprenditore, avvenuta lo scorso 11 novembre. I contratti con le coop e con le altre catene della grande distribuzione non furono mai interrotti, ma solo sospesi. Lo conferma ora la sentenza di primo grado, arrivata a meno di un mese dalla prescrizione.