Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata da Elena Giuliano, madre di Edoardo Manassero, il venticinquenne scomparso in un tragico incidente avvenuto alle porte di Cuneo nella notte tra martedì e mercoledì, la scorsa settimana. Parole di commosso ricordo nei confronti del figlio, parole di ringraziamento rivolte a chi, in questo momento di profondo dolore, ha portato conforto e vicinanza alla famiglia del giovane, i cui funerali si sono svolti venerdì pomeriggio a Borgo San Dalmazzo. Di seguito il testo completo.
"Sono la mamma di Edy Manassero,
con questa lettera desidero ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicino in questo triste momento, dagli amici di mio figlio ai loro genitori, ai colleghi di Ferdy, ai miei colleghi, amici, parenti, alle forze di polizia che sono intervenute subito, al personale ospedaliero che ha fatto di tutto per salvarlo, alle amministrazioni comunali di Cuneo e Borgo San Dalmazzo che mi hanno supportata tempestivamente nello svolgimento delle pratiche amministrative.
È terribile ed immensa la tragedia che mi/ci è capitata, credetemi, non ci sono parole o termini che possano nemmeno lontanamente rendere il baratro in cui siamo sprofondati. È contro natura che una mamma perda il figlio prima di lei, soprattutto così giovane. Passo i minuti, le ore, le notti a chiedermi il perché di tutto questo dolore, il perché a lui sia stata negata la possibilità di vivere come tutti gli altri giovani. I suoi sogni erano semplici, era un ragazzo buonissimo che sognava solo di avere una sua famiglia, una moglie da amare e tanti figli da baciare: 'Li bacerò sempre, mamma', diceva.
Voleva la sua indipendenza (vivere da solo) e così l’avevo accontentato lasciandogli la casa di Borgo. Non riuscivo, però, a staccare il 'cordone ombelicale' e con la scusa del cane e delle cose che ancora dovevo portare via andavo da lui in settimana, dormivo in cucina, ma almeno lo sentivo, lo abbracciavo, lo sgridavo per il suo disordine continuo. Se uscivo di casa senza salutarlo lui correva fuori dalla sua 'gaming room' che si era fatto tutto da solo, mi chiamava e mi diceva: 'Mamma, non mi saluti? Dobbiamo sempre abbracciarci, mammina, io ti amo'. Io rispondevo: 'Io di più, amore mio' e continuavamo per un minuto o due. Poi andavo a Cuneo.
Sono contenta di non essere riuscita a tagliare quel cordone, perché ho avuto modo di baciarlo, abbracciarlo più di quanto avrei potuto fare se fosse andato a vivere da solo ('Sono grande - diceva - voglio la mia indipendenza').
Ora mi restano i ricordi, il suo sorriso, le sue parole che rimbombano nella mia testa come un martello pneumatico… ma sono tutte parole d’amore, e questo mi consola.
Non so perché o per quale colpa questa tragedia sia capitata a me e alla mia famiglia, ma i giornali sono pieni di notizie simili e di mamme che si disperano. Questa volta è capitato a me. Il mio 'Top gun', il mio 'Maverick' ora sta volando in cielo, verso quelle nuvole che aveva riprodotto nella sua 'gaming room'. È la sua ultima corsa, destinazione: PARADISO.
Amore, vai su veloce come i tuoi eroi dei giochi, come 'Dragon ball' che ti piaceva tanto, con la sua palla di fuoco che lo fa volare… e diventa il mio angelo… ora passerò la vita aspettando il giorno in cui mi verrai a prendere e mi dirai 'Ciao mammina, abbiamo tanti baci da darci'… e io te li darò tutti e ancora di più.
Agli amici e ai miei studenti dico solo di fare attenzione, lo dicevo già in classe, non bevete, non fumate, non andate veloce, se siete stanchi accostate e dormite. Voi volate via, ma lasciate qui mamme, papà e fratelli che piangono.
Imparate da questa tragedia, le raccomandazioni dei genitori non sono parole vuote, sono le silenziose preghiere che vi rivolgono ogni volta che uscite di casa la sera perché hanno il terrore che quella porta non si apra più a tarda notte.
Al mio 'eroe' mando un bacio infinito e un abbraccio: vola veloce anima mia, il mio cuore è lì con te, una parte di esso si è frantumata e non esiste più. Portalo con te e dalle nuvole lassù mandami quel bellissimo sorriso che mi faceva innamorare di te ogni giorno di più.
Ti amo tantissimo, amore mio, il mio non è un addio, ma un arrivederci".
La tua mammina Elena