CUNEO - Le pizzette del boss al 41 bis e la lite con un agente: lo “scissionista” Pagano è condannato

Il cofondatore del clan camorristico, ai tempi della reclusione a Cuneo, aveva offeso un sorvegliante dopo essersi visto sequestrare il portavivande

Andrea Cascioli 24/04/2026 17:58

Si aggiunge alle pesanti condanne già comminate a suo tempo - l’ultima, per un omicidio di mafia del 2005, è arrivata a gennaio - la pena di un anno, tre mesi e 16 giorni emessa dal tribunale di Cuneo nei confronti di Cesare Pagano. Il potente boss, fondatore insieme al cognato Raffaele Amato del clan camorristico degli Scissionisti di Secondigliano, era accusato di oltraggio a pubblico ufficiale nei confronti di un agente della Penitenziaria. I fatti risalgono al periodo in cui l’ex “primula rossa”, in carcere dal 2010, era recluso al Cerialdo nel braccio dei 41 bis. Tutto nasce dalla lite sul sequestro di alcune pizzette che Pagano aveva preparato in cella, messo in un contenitore di plastica e portato, senza autorizzazione, nel locale docce. Qui l’assistente capo in servizio le aveva sequestrate, provocando la furiosa reazione del boss: “Non ricordo le parole esatte: pastore, sardo di m… e forse qualcosa di ancora peggiore”. Un collega del poliziotto racconta che fino ad allora non c’erano stati problemi con Pagano, ma la sua ostilità verso l’assistente capo era nota. Anche il detenuto Antonio Basco, ex sicario dei Casalesi e vicino di cella dell’imputato all’epoca, conferma le circostanze: la preparazione delle pizzette “alla montanara”, lo spostamento nelle docce per non perdere il turno e poi il contestato sequestro. Con i sorveglianti, aggiunge, Pagano era inappuntabile: “Li chiamava solamente per grado e dava del voi a tutti, anche a me dava del voi nonostante il fatto che siamo coetanei”. “Gli agenti stavano effettuando il loro compito, nel 41 bis non era consentito il passaggio delle pizzette” ha concluso il pubblico ministero, chiedendo una condanna a nove mesi. L’avvocato del camorrista ha parlato di “una legittima richiesta” negata a Pagano: quella, appunto, di riavere indietro il portavivande con le pizzette: “La confusione, abbiamo potuto appurare, è stata determinata da un fraintendimento o comunque da un atteggiamento ingiusto”. Dopo i fatti del 2021 Pagano è stato trasferito e si trova al momento nel penitenziario di Sassari.