Ci sarebbe un inquietante “filo rosso” tra gli episodi di danneggiamento denunciati da una coppia cuneese. I danni all’auto di lui comparivano sempre il giorno 14 del mese: quello in cui lei aveva iniziato la precedente relazione con A.B., giovane fossanese titolare di un’officina meccanica. Oggi quest’ultimo è a processo per danneggiamento e stalking. Tre gli episodi menzionati dall’accusa, sia a Cuneo che a Fossano, oltre a un inseguimento in macchina e di una richiesta di “chiarimenti” sotto casa dei genitori di lei, a tarda sera. “La prima volta era accaduto a Fossano, in un parcheggio vicino all’officina dove lui lavora” ricorda l’attuale fidanzato della ragazza, vittima dei ripetuti vandalismi: “Quando ho visto il finestrino posteriore spaccato - aggiunge - ho guardato intorno e la mia era l’unica auto danneggiata”. Negli altri due casi il vandalo aveva colpito sotto la casa in cui la coppia era andata a convivere a Cuneo. In un caso era stato sfondato il lunotto dell’auto e poggiata sopra la cappelliera una carta di un gioco da tavolo. Lo stesso, sostengono le persone offese, che lei aveva regalato al fossanese per San Valentino, prima che la loro storia finisse: “Per noi era come una firma di accusa”. Era accaduto anche che i due fidanzati venissero fermati da A.B. mentre rincasavano dopo una gita al mare. Quella volta, dice il testimone, lui li avrebbe addirittura inseguiti in auto: “Insultò lei e poi si avvicinò a me, sapeva già il mio nome e il tipo di auto e di moto che avevo, mi fece intendere che lei ci frequentava in contemporanea”. Per questo, aggiunge, avevano deciso perfino di cambiare casa. Ad avvalorare le accuse la testimonianza di un agente della Polizia Stradale che in un’occasione aveva fermato l’accusato in auto insieme a una comitiva di amici: “Ricordo che sul sedile del conducente c’erano frammenti di vetro e che lui aveva un vistoso taglio al polso”. Poche ore dopo la coppia cuneese avrebbe denunciato lo sfondamento del lunotto posteriore dell’auto. A carico dell’accusato pesa inoltre la circostanza, confermata da un carabiniere che partecipò alle indagini, che il suo telefono cellulare agganciasse celle compatibili con i luoghi dei danneggiamenti in tutte e tre le occasioni. Nell’ultima udienza hanno parlato anche i testimoni della difesa, compresi i ragazzi che erano insieme all’imputato la sera in cui venne fermato dalla Polstrada. Era la notte dell’11 marzo 2023, il gruppo di amici rientrava a Fossano dopo una serata in discoteca al Cabiria. L’imputato, confermano tutti gli amici presenti, non si sarebbe mai allontanato dalla compagnia nel corso della serata: nessuno degli amici ricorda di aver notato i frammenti di vetro in macchina o la ferita sanguinante. Anche l’episodio del presunto inseguimento è stato ricostruito in maniera alternativa da un amico di A.B., che sostiene di essere stato presente ai fatti quel pomeriggio. L’incontro, dice, sarebbe stato voluto da lui perché voleva restituire i regali alla ragazza, compreso il gioco da tavola con le carte. Tutto si sarebbe svolto in tranquillità: “Lei era in compagnia di un uomo, è sceso anche lui e il mio amico gli ha stretto la mano. Non ho sentito niente di quello che si sono detti”. Il prossimo 2 luglio si attende l'audizione dell’ultimo testimone.