CUNEO - Maxi rissa in Terza Categoria, coinvolte 25 persone

Sospesa San Biagio-Real Caramagna. Gli ospiti scaricano le colpe sugli avversari, i padroni di casa minimizzano: 'Nel comunicato situazione ingigantita'

a.d. 22/03/2018 12:37

Scene da Far West nel campionato di Terza Categoria, per la precisione nel match giocato lo scorso 20 marzo tra San Biagio e Real Caramagna, valido per il primo turno di andata del girone A. L'incontro è stato sospeso dal direttore di gara – Antonio Di Placido della sezione di Cuneo - al 26° minuto della ripresa a causa di una rissa: la cronaca che si apprende dal comunicato ufficiale della Lnd diffuso nella serata di ieri descrive immagini che non dovrebbero trovare posto su un campo di calcio.

 
Secondo quanto riportato dal Giudice Sportivo, tutto ha inizio al 24° del secondo tempo, quando il direttore di gara ammonisce per comportamento antisportivo Matteo De Marco (Real Caramagna) e Alessio Buluggiu (San Biagio). Nasce un diverbio tra i due, che cercano di venire alle mani: da qui, l'espulsione per entrambi. Qui, secondo quanto riportato nel comunicato, scatta il parapiglia. I due giocatori riescono a venire nuovamente a contatto, colpendosi con calci e pugni: entrano in campo anche i componenti delle panchine, ne nasce una rissa che coinvolge circa 25 persone.
 
Il direttore di gara, nel caos generale, individua un giocatore del Real Caramagna, Giuseppe Cosimo De Marco, che colpisce con un violento calcio sul fianco un avversario finito a terra. A situazione ormai completamente degenerata, l'arbitro decide così di sospendere il match. Ieri sera le sentenze del Giudice Sportivo: gara persa per entrambe le squadre, quattro giornate di squalifica per Buluggiu e Matteo De Marco, che hanno dato il via alla rissa, tre giornate per Giuseppe Cosimo De Marco, 50 euro di ammenda per entrambe le società.
 
Non ero personalmente presente alla partita, so che sono accaduti episodi spiacevoli, - spiega Pietro Cilione, presidente del Real Caramagna – ma tutto è stato scatenato da un giocatore del San Biagio, tant'è che la società avversaria ci ha anche chiesto scusa”. A proposito delle squalifiche: “Siamo una società giovane, appena nata, non abbiamo esperienza e spesso è facile prendersela con noi”. La dirigenza del San Biagio, dal canto suo, condanna il gesto del proprio tesserato, ma smentisce parzialmente la versione riportata dal Giudice Sportivo: “Sicuramente il nostro giocatore ha sbagliato, certi comportamenti sono inaccettabili, non si può perdere la testa in questo modo e prenderemo provvedimenti come società. Non è vero, però, che la rissa ha coinvolto 25 persone: semplicemente, chi è entrato in campo lo ha fatto per dividere chi si stava azzuffando, per sedare la situazione e non per alimentarla. A leggere il comunicato si pensa ad un incontro di wrestling, ma non è andata così”. 

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