Erik Pettavino, il trentenne finanziere di Limone Piemonte travolto venerdì scorso da una valanga in Valtellina, è morto dopo sei giorni di ricovero all’ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo. Membro del Soccorso alpino della Guardia di Finanza (Sagf), era in servizio insieme a un collega 27enne il giorno in cui è stato colpito dalla massa di neve, nella zona di Crocetta del Cardine a Madesimo (Sondrio). La slavina caduta da un pendio aveva travolto entrambi, ma il finanziere più giovane, solo sfiorato, era riuscito ad allertare i soccorsi. Nel momento in cui si è consumata la tragedia il rischio valanghe era segnalato come marcato (livello 3 su 5). Le condizioni del trentenne, erano già gravissime all’arrivo all’ospedale, dove è stato sottoposto a trattamento Ecmo, con l’utilizzo di una macchina extracorporea per supportare le funzioni di cuore e polmoni. La voce che fosse già stato dichiarato morto, poi smentite dalla Guardia di Finanza, si era diffusa anche in paese nella serata di domenica. Dopo il periodo di osservazione post morte cerebrale da parte del collegio medico, le macchine che lo tenevano in vita sono state staccate in giornata. A Limone Piemonte, dove il finanziere era conosciuto come sportivo e alpinista esperto, la comunità si era riunita sabato sera in una veglia di preghiera a lui dedicata. Come da suo desiderio, gli organi saranno donati. Pettavino lascia la mamma Laura, il papà Piero e la sorella minore Anna, la fidanzata Francesca e i nonni Margherita e Guido (per oltre tre decenni amministratore comunale limonese). La data dei funerali è ancora da stabilire.