CUNEO - Scritte a spray sull’hub vaccinale e il cimitero di Busca, il no vax se la cava con una multa

Il 62enne buschese seguiva le istruzioni date dal canale Telegram dei “guerrieri ViVi”, ora a processo a Torino per associazione a delinquere

Andrea Cascioli 04/05/2026 19:25

Finisce con una multa da 600 euro per entrambi gli episodi di imbrattamento il processo nei confronti di un imprenditore buschese, G.V., classe 1964. L’uomo era accusato di aver tracciato con uno spray rosso le scritte che tra l’agosto e il settembre del 2021 comparvero sull’hub vaccinale del Movicentro a Cuneo e sulle mura del cimitero di Busca. Insieme a insulti come “merde naziste”, sul telo della tensostruttura era comparso il simbolo della doppia lettera V sovrapposta e cerchiata. Al camposanto di Busca lo stesso simbolo era comparso insieme alle espressioni “Busca no vax” e “I vaccini uccidono”. Un richiamo al fumetto e al film di V per Vendetta che era stato ripreso dal gruppo “guerrieri ViVi”, artefice di analoghe scritte a livello nazionale e in provincia. I sedicenti “guerrieri” si ritrovavano sui canali Telegram “per contrastare tutte le decisioni vaccinali e le restrizioni all’epoca vigenti”, ha ricordato l’allora dirigente della Digos cuneese Mario Pirito che coordinò le indagini. Gli inquirenti erano partiti dall’analisi delle videoregistrazioni che collocavano l’auto del buschese a qualche centinaio di metri di distanza dal Movicentro. Nella sua abitazione, durante una successiva perquisizione, era stata rinvenuta una felpa simile a quella dell’autore dei vandalismi e intrisa di vernice di colore rosso, insieme a una bomboletta a spray rossa. Ulteriori elementi indiziari sarebbero giunti dopo il sequestro dell’hard disk e del cellulare. All’interno del canale principale su Telegram c’erano vari sottocanali, tra cui uno in cui veniva spiegato agli utenti come e dove compiere determinate azioni e quali modalità utilizzare per eludere i controlli. Un utente non identificato, tale Serena, faceva da “tutor” inviando informazioni tramite messaggi vocali: “Con un’altra tutor, Patrizia, c’è un accenno all’imbrattamento in cui lei invia a lui un link di Facebook. Lei chiede ‘sei stato tu?’ e lui risponde ‘si dice il peccato ma non il peccatore’”. Sono state molteplici le azioni rivendicate col simbolo dei ViVi nei mesi successivi. In ottobre, alle Basse di Sant’Anna, su alcune auto vandalizzate erano stati apposti volantini con la dicitura “i vaccini uccidono”. Ancora tra la primavera e l’estate del 2022 si erano registrati imbrattamenti, tra l’altro, sui cimiteri urbani, all’ospedale Carle e presso le scuole elementari “Einaudi” e la sede del centro per l’impiego di via Bongiovanni. Per l’episodio del Movicentro era stata indagata anche una donna residente a Cuneo, L.P., classe 1973. Secondo l’accusa era la persona che accompagnava l’attivista no vax la sera degli imbrattamenti. A Torino è in corso il processo, in abbreviato, contro cinque presunti capi del gruppo. La Procura ha contestato loro l’associazione per delinquere finalizzata all’imbrattamento, con richieste di condanna fino a due anni di reclusione. Il Comune di Torino si è costituito parte civile e ha quantificato i danni in circa 25 mila euro.