CUNEO - Si riapre 19 anni dopo il 'caso' Emanuele Scieri: arrestato un commilitone

Il parà nato a Cuneo fu trovato morto nella caserma 'Gamerra' di Pisa il 16 agosto 1999: inizialmente si parlò di suicidio, ora la svolta nelle indagini

Redazione 03/08/2018 09:14

C'è una svolta nell'inchiesta per la morte di Emanuele Scieri, il parà nato a Cuneo trovato morto il 16 agosto del 1999 all'interno della caserma “Gamerra” di Pisa. Il caso fu inizialmente archiviato come suicidio (l'allora ventiseienne morì cadendo da una torretta utilizzata per asciugare i paracadute), ora, dopo quasi vent'anni di indagini, è scattato un arresto. Si tratta di un altro parà, commilitone di Scieri: sarebbe il romano Alessandro Panella uno dei “nonni” che presero di mira il ventiseienne, aggredendolo e picchiandolo nelle ore precedenti la sua morte. Altre due persone sono indagate a piede libero.
 
Una tesi, quella dell'omicidio, per cui la famiglia del parà si è da sempre battuta, non credendo all'ipotesi di suicidio. A ribaltare la versione secondo la quale sarebbe stato lo stesso Scieri a togliersi la vita sono state le conclusioni della commissione parlamentare d'inchiesta, che hanno smentito anni di indagini contraddistinte da omertà e (forse) anche da depistaggi. Adesso anche le nuove indagini della procura di Pisa avrebbero rintracciato elementi di responsabilità depositandoli presso la Procura della Repubblica di Pisa. Secondo quanto rivelato dalla stessa commissione parlamentare, Emanuele Scieri sarebbe stato preso di mira da alcuni “anziani” dopo essersi ribellato ad alcuni atti di nonnismo.
 
Il padre Corrado, originario di Siracusa, è morto nel 2011 ed era funzionario delle Dogane a Cuneo, la madre Isabella Guarino insegnava lettere: i due nel 2007 hanno pubblicato il libro “Folgore di morte e libertà” denunciando l'omertà che per anni ha intralciato le indagini sulla morte del figlio. 


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