CUNEO - Tartaruga azzannatrice e un gufo reale detenuti illegalmente: blitz della Forestale nel Cuneese

Gli esemplari sono stati sequestrati dalle forze dell'ordine e affidati al personale del Centro Recupero Animali Selvatici

Redazione 16/07/2026 11:20

I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) di Cuneo hanno rinvenuto un esemplare di tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) illegalmente detenuta da un cittadino del cuneese. La vicenda ha preso il via con una perquisizione e un sequestro, delegati dalla Procura di Cuneo ed eseguiti presso l’abitazione del soggetto, finalizzati al recupero di undici tartarughe (Testudo hermanni) e di un gufo reale. Nello specifico, le testuggini erano detenute in assenza della documentazione CITES (la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione) e del relativo microchip, in forte contrasto con l’art. 1 della Legge n. 150/1992. Il gufo era legato con una catena a un pilastro dell'abitazione: una condizione totalmente inadeguata e incompatbile con le sue caratteristiche etologiche e sanzionata dall'art. 727 del codice penale. Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno rinvenuto anche una tartaruga azzannatrice e un gatto del bengala. Non potendo considerare tali animali come domestici, in quanto inseriti nell’elenco delle specie di animali pericolosi per l’incolumità pubblica e di cui è anche vietata la detenzione ai sensi del D.Lgs 135/2022, i militari hanno proseguito col sequestro e affidato gli animali al personale del Centro Recupero Animali Selvatici.   La tartaruga azzannatrice è dotata di una mandibola particolarmente potente, in grado di staccare le dita della mano di una persona con uno dei suoi morsi. Per quanto riguarda il gatto del bengala invece, si tratta di un felino ibridato derivante dall’incrocio tra gatto domestico e leopardo asiatico per il quale è consentita la detenzione esclusivamente per gli esemplari successivi alla terza generazione.   Al momento si tratta di un evento unico nella provincia di Cuneo, ma può anche essere un'occasione di sensibilizzazione per i cittadini per due motivi: in primo luogo per il rispetto della normativa in materia di divieto di detenzione di specie pericolose e successivamente sui sempre più frequenti casi di rinvenimento di esemplari appartenenti a specie piuttosto diffuse sul nostro territorio come la testudo graeca, testudo hermanni e testudo marginata. Le autorità raccomandano ai cittadini di non toccare o spostare gli animali, ma di segnalare tempestivamente la loro presenza agli enti competenti, in particolare se si trovano vicino alle strade o in situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica. Detenere questi esemplari senza la dovuta documentazione fa scattare una pesante sanzione penale: arresto da sei mesi a un anno e ammende pesantissime, da 20.000 a 200.000 euro. Si precisa che le indagini sul caso sono ancora in corso. Non si escludono sviluppi futuri che potrebbero far emergere elementi a favore degli indagati; questi ultimi, infatti, sono da considerare innocenti fino all'eventuale sentenza definitiva di condanna.