CUNEO - Tentativo di rivolta nel carcere di Cuneo

La violenta protesta dei detenuti, sedata a fatica dagli agenti della Polizia Penitenziaria, si è verificata nella tarda serata di sabato 19 gennaio

21/01/2019 08:42

Una violenta protesta si è registrata nella tardissima serata di sabato 19 gennaio, nelle celle della terza e quarta sezione del carcere Cerialdo di Cuneo. La protesta trae origine dal fatto che un detenuto ha tentato il suicidio nel reparto isolamento, ma è stato salvato in tempo solo grazie al tempestivo intervento dall’agente di servizio, successivamente, un altro detenuto ha però diffuso la voce che l’altro ristretto era deceduto e questo ha determinato una violenta protesta degli altri detenuti della terza e quarta sezione (sezioni detentive a regime ordinario con la presenza di più di cento detenuti di varie etnie) che attraverso il lancio di bombolette di gas che, con le fiamme, diventano vere e proprie bombe. I detenuti hanno anche incendiato coperte e stracci gettandole nei corridoi delle sezioni detentive. Solo il tempestivo e professionale intervento dei poliziotti penitenziari di sevizio unitamente agli Agenti del Gruppo Operativo Mobile si sono evitate drammatiche conseguenze. La protesta è rientrata dopo una lunga trattativa all'una e mezza circa, consentendo così di far terminare il servizio al personale di turno pomeridiano. Alcuni Agenti sono dovuti ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Cuneo.
 
A dare notizia è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci. "Gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno dovuto prestare ininterrottamente servizio pur di tenere sotto controllo la situazione che si era determinata. Peraltro - indica il leader dell'OSAPP - questo episodio dovrebbe fare severamente riflettere le autorità politiche del Dicastero della Giustizia e l'intero Governo rispetto alle condizioni gravemente critiche e senza ritorno del sistema penitenziario Italiano nonché rispetto ai crescenti rischi e all'assenza di qualsiasi forma di tutela del personale di Polizia Penitenziaria soprattutto in distretti penitenziari quali quello del Piemonte - Liguria e Valle d'Aosta in cui nessuna forma di attenzione e-o intervento è da tempo posta in essere dai responsabili Regionale e Centrali dell'Amministrazione Penitenziaria".


c.s.

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