Sfileranno ad ottobre i primi testimoni nel processo che vede alla sbarra dieci agenti e ufficiali di Polizia Penitenziaria del carcere di Cerialdo, accusati di torture ai danni di cinque detenuti pakistani. Quattro imputati che avevano scelto il rito abbreviato sono stati condannati in primo grado a febbraio: tra loro l’ispettore che secondo l’accusa avrebbe guidato il famigerato blitz nella cella 417. La notte del 20 giugno 2023 l’ispettore e quattro agenti fuori servizio sarebbero entrati in cella per prendere a calci e pugni i detenuti che lamentavano la mancata assistenza a un loro connazionale, recluso nella vicina cella 416. Il pestaggio sarebbe proseguito in infermeria: un “trattamento inumano e degradante” lo definisce la Procura, al cui vaglio sono finiti altri tre distinti episodi avvenuti tra il 2021 e il 2022. Oltre alla tortura, il reato più grave, sono diciotto le imputazioni contestate agli accusati che hanno scelto invece di comparire in dibattimento. Tra loro ci sono i quattro agenti che avrebbero partecipato al pestaggio e l’allora comandante della Penitenziaria, Erminia Froio, accusata di omessa denuncia. Nell’udienza odierna in tribunale sono state trattate le questioni preliminari, comprese quelle relative all’ammissione dei testimoni. Un’esclusione chiesta dal pubblico ministero ha sollevato le proteste delle difese, in particolare dell’avvocato Enrico Calabrese che difende due degli agenti. Si tratta di un collega dei poliziotti imputati: “Una delle persone offese lo ha riconosciuto con certezza, sebbene non fosse nemmeno presente in istituto” fa notare il legale. Si tratterebbe quindi di una contraddizione che i giudici dovranno valutare. Il collegio ha comunque ammesso tutte le richieste delle parti, all’infuori di una lista testi presentata fuori tempo massimo da uno degli avvocati. Il 2 ottobre la prima udienza-fiume (è prevista la prosecuzione pomeridiana) per ascoltare tre degli operanti di polizia giudiziaria che si occuparono delle indagini. Nell’udienza successiva, il 16 ottobre, comparirà tra gli altri il direttore del carcere Domenico Minervini, insieme a due delle persone offese. L’audizione dei restanti testi di accusa è prevista il 20 novembre.