CERVASCA - Ubriaco, dopo l’incidente prese a testate un passante e un carabiniere

Il 53enne era uscito di strada con l’auto a Cervasca, poi aveva aggredito chi cercava di soccorrerlo. Nel sangue un tasso alcolico sette volte superiore al limite

a.c. 08/06/2021 18:08

 
Nasce da un incidente stradale il procedimento per guida in stato di ebbrezza, lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale a carico di R.P., italiano, classe 1966.
 
Il 21 aprile di due anni fa l’uomo si trovava al volante della sua Toyota Yaris nel comune di Cervasca, quando all’improvviso aveva perso il controllo del mezzo finendo fuori in un canale. Due passanti avevano cercato subito di prestargli soccorso ma l’automobilista, ferito e in stato confusionale, aveva aggredito uno dei due tirandogli una testata ed era ritornato nel veicolo. Poco dopo erano sopraggiunti due carabinieri della stazione di Caraglio con i quali la vittima del sinistro non si sarebbe mostrato più collaborativo.
 
I militari hanno riferito di essere stati spintonati e minacciati di morte da R.P., il quale per giunta aveva assestato una testata al volto a uno di loro pronunciando una frase offensiva in presenza dei due civili: per questo il 53enne si è poi ritrovato a rispondere anche del reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Una volta sottoposto alla prova dell’etilometro R.P. era risultato avere un tasso alcolemico di 3,40 g/l, ovvero quasi sette volte al di sopra del limite massimo per mettersi alla guida.
 
Al termine dell’istruttoria, il pubblico ministero Gianluigi Datta ha chiesto la condanna per tutti i capi d’imputazione, quantificando la pena in otto mesi e 3mila euro di multa per la guida in stato di ebbrezza e un anno e sei mesi per gli altri reati. L’avvocato Giulia Dadone, legale dell’imputato, ha ricordato come R.P. sia “un soggetto non lucido, con una storia di pregressi ricoveri in psichiatria”. A parte questo, a detta del difensore anche l’alcol test sarebbe stato viziato dal fatto che l’uomo, prima di essere condotto in ospedale, era stato pesantemente sedato: “Perché una persona che gli operanti hanno trovato esagitato, con una ferita evidente, non è stato da subito affidato al 118? Sono invece intervenuti in due per bloccarlo contro un’autovettura e quindi il soggetto ha reagito”. Altri dubbi della difesa sono stati espressi riguardo all’oltraggio contestato: “Uno dei due civili intervenuti ha detto di averlo sentito solo proferire frasi senza senso e qualificarsi lui stesso come carabiniere. Le minacce e gli insulti sarebbero stati rivolti a loro, non ai militari”.
 
Il giudice Marco Toscano ha comunque ritenuto sussistenti tutte le imputazioni e ha condannato l’imputato a cinque mesi di arresto e sette di reclusione, con l’aggiunta di 1200 euro di ammenda e della revoca della patente.

Notizie interessanti:

Vedi altro