CENTALLO - Urla e manate dopo la lite sul resto con il capotreno, condannati

I due passeggeri avevano inseguito il ferroviere, fino a costringerlo a rinchiudersi in coda al treno. All’arrivo a Cuneo è scattata la denuncia

Andrea Cascioli 02/06/2026 14:15

Erano stati trovati senza su un treno Fossano-Limone del pomeriggio e avevano accettato l’intimazione a regolarizzarsi, ma al momento di pagare è scoppiato il parapiglia. Per questo due nigeriani, il 31enne F. J. e il 22enne O. I., sono stati condannati a sei mesi per minaccia a pubblico ufficiale. “Un’escalation di aggressività” nelle parole del capotreno, scaturita da una banale discussione sul resto. Il ferroviere che li ha denunciati ricorda che uno dei due si era offerto di pagare per entrambi, ma pretendeva uno sconto “in maniera arrogante e presuntuosa”. L’addetto aveva spiegato che non era sua facoltà e il passeggero aveva acconsentito a saldare. Non potendogli dare il resto esatto, il controllore aveva rilasciato un tagliando e spiegato che avrebbero potuto riscuotere il dovuto in stazione. Quando la questione sembrava ormai risolta, alla partenza dalla stazione di Centallo i due avevano iniziato a pretendere il resto in maniera sempre più aggressiva: “Uno di loro mi metteva mani sul petto per impedirmi di proseguire e l’altro mi sbarrava la strada” ha riferito ancora il capotreno, affermando di aver ricevuto uno spintone energico. A quel punto aveva deciso di allontanarsi in coda al treno e chiudersi la porta alle spalle: “Loro mi hanno seguito, hanno cercato di scardinare la porta. Alternavano urla a manate, gridando di venire fuori”. Anche altri due viaggiatori confermano di aver sentito urla e accuse di aver “rubato i soldi” rivolte al capotreno. Uno dei due, un militare in servizio, aveva provato senza successo a calmare gli animi. La Polizia Ferroviaria, chiamata nel frattempo, era intervenuta all’arrivo in stazione a Cuneo. Solo a quel punto il ferroviere aveva acconsentito ad aprire la porta e riferito la sua versione dei fatti. I due uomini erano stati identificati da lui stesso poco dopo, mentre erano in biglietteria intenti a riscuotere il voucher. Il pm Alessandro Bombardiere, sulla scorta delle testimonianze, aveva chiesto una condanna pari a quella poi comminata dal giudice Giulia Elena Mondino. Il difensore, per contro, aveva parlato di una reazione eccessiva motivata, forse, dalla mancata comprensione della spiegazione fornita dal capotreno.