CUNEO - Voleva denunciare i poliziotti ai carabinieri, ma la condanna è arrivata a lui

Otto mesi per un pregiudicato cuneese: dopo essere stato multato perché senza mascherina, si era scagliato contro il citofono della caserma dell’Arma

a.c. 12/10/2023 18:30

Multato dalla polizia, denunciato dai carabinieri e infine condannato dal giudice: è il “filotto” di un pregiudicato cuneese, M.A., al quale venivano contestati i reati di minaccia, resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità.
 
Tutto incomincia, appunto, da una sanzione che gli agenti della Questura gli avevano comminato in un bar cittadino, perché non aveva rispettato l’obbligo di mascherina: era il settembre 2020. Verso le undici di sera, quando ormai gli uffici erano chiusi, l’uomo si era recato presso la caserma “Gonzaga” per esternare ai carabinieri la sua indignazione: in particolare, spiegava di voler querelare gli agenti che lo avevano sanzionato perché a suo dire erano loro stessi privi di mascherine e avevano quindi commesso un abuso di potere. Il piantone della stazione carabinieri lo aveva invitato a ritornare l’indomani, dal momento che non era possibile formalizzare la denuncia a quell’ora. Il giovane aveva reagito arrabbiandosi e scagliandosi con manate e testate contro il citofono della caserma: “Diceva che dovevo aprirgli e che stavo rubando lo stipendio” ha ricordato il militare nella sua testimonianza.
 
Non era ancora finita. All’arrivo di una pattuglia dell’Arma in servizio esterno, chiamata dal piantone, M.A. aveva dato in escandescenze: “Come c... funziona? Voi siete senza mascherina e noi la dobbiamo usare?” aveva urlato tra l’altro, aggiungendo insulti e minacce di morte. “Alla richiesta di fornire i documenti - ha raccontato un brigadiere - si è invece allontanato, fino alla rotonda di largo De Amicis”. Qui un gruppo di ragazzi aveva avuto modo di ascoltare le ingiurie, motivo per cui alle accuse ulteriori si è aggiunta quella di oltraggio a pubblico ufficiale. Per i vari capi d’imputazione la Procura aveva chiesto un anno di carcere.
 
Il giudice Emanuela Dufour lo ha condannato a otto mesi e 15 giorni e ha disposto anche che all’imputato, già condannato per tentato furto e per ricettazione, sia revocata la sospensione condizionale concessa in due precedenti occasioni.

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