FOSSANO - Attrezzi rubati in officina e rivenduti online, ma al momento dello scambio arrivano i carabinieri

L’“acquirente” era in realtà un investigatore privato, incaricato dalla vittima del furto di ritrovare gli utensili. Un fossanese è ora a processo

Andrea Cascioli 16/03/2026 19:15

Si erano messi d’accordo online per l’acquisto di alcuni attrezzi, ma al momento dello scambio erano stati i carabinieri a sequestrare la merce e restituirla al legittimo proprietario: un elettricista di Fossano, che solo un giorno prima aveva denunciato il furto degli utensili dal magazzino. Si trattava, per la precisione, di un tassellatore, un flessibile, due avvitatori, una smerigliatrice e le due valigie che contenevano il tutto. I militari li avevano ritrovati nel cofano dell’auto di un giovane del posto, D.S., che era poi risultato essere stato in passato un dipendente del derubato. Era stato lui, secondo gli inquirenti, a mettere un annuncio sul portale Subito.it per la vendita degli utensili. Anche l’aspirante “compratore”, però, non era chi diceva di essere: si trattava infatti di un investigatore dell’agenzia Lupo di Savigliano, al quale l’elettricista si era rivolto dopo aver scoperto l’ammanco. Il detective privato ha raccontato in aula dei suoi approcci con il presunto artefice del furto, con il quale c’era già stato un precedente “abboccamento”. Il venditore, ha spiegato, proponeva un pagamento di 800 euro per tutto il “pacchetto”: “Ha detto che era materiale di sua proprietà che non gli serviva più e che voleva rivendere: lo ha fatto presente anche ai carabinieri quando sono arrivati”. Il luogotenente Fabrizio Mela, all’epoca comandante della stazione dell’Arma di Fossano, afferma invece di non ricordare alcuna giustificazione a riguardo. I militari si erano appostati in corso Regina Elena, all’altezza del supermercato In’s, per cogliere sul fatto l’indiziato. D.S., spiega l’ex comandante, era già conosciuto perché destinatario di una precedente denuncia per stalking. In merito alla sua posizione lavorativa ha fornito chiarimenti il derubato, confermando di averlo avuto alle sue dipendenze per pochi mesi, con un contratto a tempo determinato. L’elettricista afferma di non aver nutrito particolari sospetti verso di lui: in magazzino, comunque, non erano stati riscontrati segni di effrazione. L’istruttoria del processo riprenderà il prossimo 20 ottobre.